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15/07/2018

Imprese artigiane in calo Chiudono le aziende storiche

Il Tirreno

In crisi soprattutto il settore manifatturiero e quello delle costruzioni Il direttore Valtriani: «Meglio il turismo, ma non si può vivere solo di quello» l'analisi di cna
Claudia Guarino / livornoIn calo le imprese legate alle costruzioni e quelle relative al settore manifatturiero. In aumento, invece, le attività turistiche, ricettive e ristorative. La provincia di Livorno, in base ai dati Movimprese elaborati dal Centro studi Cna e riferiti al 2017, risulta, come sostiene il direttore di Cna Marco Valtriani, «una provincia che stenta ancora a risollevarsi tramite la diversificazione delle attività. È una realtà che ha nel turismo una leva da incentivare ulteriormente, ma che non potrà vivere solo di un tale settore». In otto anni, a Livorno, le imprese artigiane registrate sono diminuite del 5%, passando dalle 7340 del 2009 alle 6975 del 2017. A chiudere, riferisce Cna, sono state principalmente aziende storiche o realtà con tanti dipendenti. Le nuove imprese, d'altra parte, risultano soprattutto piccole realtà con pochi dipendenti, costituite spesso dal solo titolare o da un ristretto numero di soci. «Se a chiudere fosse stata una sola grande azienda da 1500 dipendenti tutti si sarebbero sdegnati, ma se a farlo sono tante piccole aziende, ciò non fa rumore», afferma Valtriani. Se dal 2009 al 2017 risulta un calo di 365 imprese, lo scorso anno, rispetto al 2016, sul territorio di Livorno, di aziende in meno ne risultano 42 (-0,6%). «Per la prima volta dopo tanto tempo - aggiunge Valtriani - torniamo sotto la soglia delle 7000 imprese. La poca differenza fra i due anni dimostra l'immobilismo di un territorio che, ancora in crisi, non riesce ad agganciare quel poco di ripresa che c'è. Livorno fa meno peggio della media toscana, che è di -1,1%, ma questo non ci conforta, perché significa che le nostre aziende non trovano lavoro nemmeno fuori provincia». la crisi delle costruzioniUno dei settori che subisce maggiormente i contraccolpi della crisi è quello delle costruzioni, con un numero di imprese che è calato di 359 unità dal 2009 al 2017. Un dato, questo, che secondo Valtriani «deve indurre chi programma politicamente gli interventi sul territorio a sfruttare ogni possibilità offerta dalla normativa sugli appalti, affinché il massimo del lavoro possa essere affidato alle imprese locali».calo del settore manifatturieroDal 2009 al 2017 le imprese manifatturiere, nella provincia di Livorno, sono diminuite complessivamente di 121 unità. Cali si registrano, ad esempio, nell'industria delle apparecchiature elettriche (-61,1% di variazione percentuale), in quella delle bevande (-50%), in quella tessile (-3,3%), nel campo della fabbricazione dei mezzi di trasporto (-58,4%), nell'industria del legno (-22,4%) e in quella dell'abbigliamento (-16,9%). Un aumento, invece, si ha nel settore delle riparazioni (+105,3%) e in quello delle industrie alimentari, con un + 9,7% dal 2009 al 2017. Il boom di cibo e turismo«Il cibo e il turismo sono i settori che danno ossigeno all'economia livornese», dice Valtriani. I servizi di alloggio e ristorazione crescono infatti del 17% in otto anni (passando dalle 289 imprese del 2009 alle 338 del 2017) e le aziende di viaggi aumentano del 36,2% (arrivando a 384 unità, dalle 282 che erano). Segnali positivi arrivano anche dai servizi di comunicazione e informazione che registrano un +57,9% in otto anni. --

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