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07/11/2020

Impresa fallita esegue l’appalto

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Dichiarazione Anac sulle condizioni per il proseguimento di un contratto già stipulato
Mantenuta l'attestazione Soa nell'esercizio provvisorio
L'impresa fallita può essere autorizzata alla sola esecuzione dei contratti già stipulati e non anche alla partecipazione a nuove procedure di affidamento. Lo ha affermato l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) con il comunicato del presidente, Giuseppe Busia, del 7 ottobre 2020 sul mantenimento dell'attestazione di qualificazione nel caso di autorizzazione alla continuazione temporanea dell'esercizio dell'impresa. La materia è disciplinata dall'articolo 80, comma 5, lettera b) del codice appalti il quale prevede, quale causa ostativa alla partecipazione alle procedure di affi damento, la circostanza che l'operatore economico sia stato sottoposto a fallimento o si trovi in stato di liquidazione coatta o di concordato preventivo o sia in corso nei suoi confronti un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni, fermo restando quanto previsto dagli articoli 110 del codice dei contratti pubblici e 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. L'articolo 104 del regio decreto n. 267/1942 (legge fallimentare) stabilisce che «con la sentenza dichiarativa del fallimento, il tribunale può disporre l'esercizio provvisorio dell'impresa, anche limitatamente a specifici rami dell'azienda, se dalla interruzione può derivare un danno grave, purché non arrechi pregiudizio ai creditori». L'articolo 110, comma 3 del codice dei contratti pubblici, nella versione vigente fi no al 31/12/2021 e risultante dalle modifi che introdotte dall'articolo 2, comma 1, della legge n. 55 del 2019 (decreto sblocca-cantieri), prevede che «il curatore della procedura di fallimento, autorizzato all'esercizio provvisorio dell'impresa, può eseguire i contratti già stipulati dall'impresa fallita con l'autorizzazione del giudice delegato». L'Autorità ha rilevato che «dal combinato disposto delle norme richiamate emerge che, a differenza di quanto stabilito dalla normativa previgente, l'impresa fallita può essere autorizzata alla sola esecuzione dei contratti già stipulati e non anche alla partecipazione a nuove procedure di affi damento». Questo perché il decreto sblocca-cantieri ha eliminato la previsione contenuta nell'articolo 110, comma 3, lettera a) del codice dei contratti pubblici che consentiva al curatore dell'impresa fallita di «partecipare a procedure di affi damento di concessioni e appalti di lavori, forniture e servizi ovvero essere affi datario di subappalto». Conseguenza diretta di tali previsioni per l'Anac è «che le imprese che si trovino nella condizione suindicata potranno e dovranno mantenere l'attestazione di qualifi cazione ai soli fi ni della prosecuzione dei contratti in corso di svolgimento». Pertanto, ha concluso l'Autorità, in deroga a quanto previsto dall'articolo 70, comma 1, lettera f) del decreto del dpr n. 207/2010, l'adozione del decreto di autorizzazione alla continuazione provvisoria dell'esercizio dell'impresa adottato ai sensi dell'articolo 104 della legge fallimentare e l'autorizzazione all'esecuzione dei contratti già stipulati ai sensi dell'articolo 110, comma 3, del codice dei contratti pubblici «sospendono l'obbligo di dichiarare la decadenza dell'attestazione di qualifi cazione in corso di validità rilasciata all'impresa fallita per la carenza del requisito previsto dall'articolo 80, comma 5, lettera b) del decreto legislativo n. 50/2016». Qualora il provvedimento di decadenza dell'attestazione di qualifi cazione per la carenza del requisito di cui sopra sia stato già adottato, lo stesso è revocato. La Soa, infi ne, in presenza del decreto di autorizzazione alla continuazione temporanea dell'esercizio dell'impresa e dell'autorizzazione all'esecuzione dei contratti già stipulati ai sensi dell'articolo 110, comma 3 del codice, dichiara la sospensione del procedimento di verifi ca fi no alla scadenza del periodo di esercizio provvisorio dell'attività. © Riproduzione riservata