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08/08/2018

Imprenditore suicida per debiti: a giudizio chi lo finanziava

Il Gazzettino

LA TRAGEDIA
Il piccolo imprenditore dell'Arcella si è ucciso per i debiti. Orfeo Paccagnella, sessantanovenne, titolare della Padovana Service, con sede in via De' Menabuoi, la mattina del 18 agosto 2015 si è tolto la vita con una fucilata in volto. Ora sappiamo che Paccagnella aveva un debito di duecentomila euro, che non riusciva a pagare. Non con le banche, ma con un promotore che non aveva alcun titolo per prestare denaro.
Il pubblico ministero Sergio Dini ha firmato un decreto di citazione a giudizio nei confronti di Giampaolo Boesso, ottantenne, residente in città, in via Ceron 7, difeso dall'avvocato Chiara Pranovi. Dal 2012 all'agosto 2015 Boesso aveva prestato a Orfeo Paccagnella la somma di 200 mila euro, svolgendo un'attività finanziaria senza essere «iscritto nell'apposti elenco», si legge nel capo d'accusa.
Come era sua abitudine, la mattina del 18 agosto l'imprenditore si era recato nel bar in via Avanzo per fare colazione a due passi dalla ditta. Caffè, brioche e lettura del giornale, poi un sorriso e due chiacchiere con il titolare del locale. Intorno alle 10 l'invio di un sms al figlio per chiedergli scusa e invitarlo a recarsi nella sede dell'impresa: «Passa da me quando puoi». Solo mezz'ora più tardi il figlio, l'avvocato Filippo Paccagnella, era riuscito ad arrivare in via De' Menabuoi. Si era trovato davanti agli occhi la scena straziante del padre riverso sulla scrivania. Sembrava un suicidio prodotto dalla crisi, una di quelle morti seriali che si sono moltiplicate in una terra dove, fino ad alcuni anni fa, le attività d'impresa oppure di commercio creavano ricchezza e non disperazione. Quattordici mesi dopo il suicidio del piccolo imprenditore era arrivato anche il fallimento della Padovana Service srl, specializzati nei lavori di pulizia di uffici, negozi e laboratori oltre che di giardinaggio, il cui legale rappresentante era diventata nel frattempo la moglie della vittima, Maria Lana. La Padovana Service ultimamente navigava in acque torbide e le era venuto a mancare anche qualche appalto. Insomma, la tesi del suicidio causato dalla depressione non aveva mai contino il pubblico ministero Dini. Tra le carte di Orfeo Paccagnella sono stati trovati degli indizi che avevano chiamato subito in causa Giampaolo Boesso. Ebbene, a casa dell'indagato era stato trovato un registro con nominativi e cifre. Tra i nomi c'era anche quello di Paccagnella e il prestito, complessivo, ammontava a duecentomila euro. Orfeo Paccagnella si è tolto la vita tre anni fa perché non riusciva a risarcire il debito al finanziatore.
Giampaolo Boesso è un individuo già noto agli inquirenti. Durante l'inchiesta, il pubblico ministero Dini ha fatto eseguire indagini sull'ottantenne. E gli investigatori hanno contattato tutte le persone segnate nel registro. E' emerso che Boesso avrebbe gestito per anni un'agenzia finanziaria in modo del tutto clandestino.
Lino Lava

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