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30/06/2019

«Importi ‘spacchettati’ e sempre crescenti»

QN - Il Resto del Carlino

IL GIRO DI DENARO RICOSTRUITO DAGLI INQUIRENTI
SOTTO la lente di ingrandimento degli inquirenti è finito anche il giro di denaro che presumibilmente si nasconderebbe dietro al sistema degli affidi. Sono oltre 180mila euro in quattro anni sono stati erogati dall'Unione val d'Enza al centro studi 'Hansel e Gretel' di Torino degli psicoterapeuti indagati Claudio Foti, Nadia Bolognini e Sarah Testa. Appalti affidati direttamente che secondo il gip non avrebbero seguito i rigorosi criteri di trasparenza e pubblicità previsti dall'Anac per quanto attiene agli appalti sotto la soglia dei 40mila euro. In questo capitolo si formula l'accusa di abuso d'ufficio a carico della dirigente dei servizi sociali Federica Anghinolfi e del sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti. Importi «spacchettati» sempre crescenti negli anni. Nel 2014 a favore del centro studi torinese andarono 6.300 euro, nel 2015 furono 10.930, 31.222 nel 2016, 62.274 euro nel 2017 e 71.883 euro l'anno scorso. Ma c'è anche l'appalto diretto assegnato alla onlus «Casina dei Bimbi» per la somma di 12mila euro. Elargizione che sarebbe stata interamente utilizzata per l'allestimento, mediante arredamenti ad hoc, dell'appartamento di Bibbiano dove aveva sede la struttura pubblica «La Cura». MENTRE ci sono anche le contestazioni a carico dell'avvocato Marco Scarpati, finito anch'esso nel registro degli indagati. Dalle carte emerge che dal 2014 al 2018 avrebbe percepito, previo incarico diretto affidato dalla dirigente Anghinolfi, un totale di 73.348 euro a titolo di difensore dei singoli minori. Nonostante - da quanto emerge dalle carte - il responsabile dell'ufficio finanziario dell'ente, Yuri Menozzi (non indagato), avesse manifestato «profonde perplessità circa le modalità di affidamento degli incarichi legali aggiornandola (la Anghinolfi, ndr) di volta in volta sulle modalità corrette e conformi alla legge da seguire». Ma la dirigente dei servizi sociali avrebbe motivato ogni singola determina di spesa sulla base del fatto che «Scarpati fosse consulente giuridico del servizio sociale, in virtù dell'aggiudicazione di un bando al ruolo di generico consulente giuridico». Inoltre - altro fatto che costituirebbe un illecito - la Anghinolfi in precedenza del bando, aveva nominato formalmente Scarpati come proprio difensore di fiducia nell'ambito di un procedimento penale per il quale è tuttora indagata per il reato di calunnia nei confronti del nonno di una bambina affidata che rientra tra l'altro proprio nei casi dell'inchiesta «Angeli&Demoni». d. p. © RIPRODUZIONE RISERVATA