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04/10/2019

Impianti sportivi, il conto all’ex tecnico Bendin

Il Gazzettino

I giudici contabili hanno confermato il danno erariale
BADIA POLESINE
Tornano in ballo le vicende legate agli impianti sportivi di Badia. La seconda sezione giurisdizionale centrale d'appello della Corte dei Conti di Roma, ultimo grado di giudizio in materia contabile, ha respinto il ricorso promosso dal procuratore regionale contro la sentenza di primo grado che aveva respinto la domanda nei confronti dell'ex sindaco Paolo Meneghin e gli ex assessori della sua Giunta, oltre che per l'ex segretario comunale Gianfranco Tiengo e l'ex capo dell'ufficio tecnico Iginio Bendin, per un presunto danno di 24mila euro, e che aveva dichiarato l'intervenuta prescrizione per la domanda relativa ad un danno da 423.700 euro nei confronti degli stessi Tiengo e Bendin, oltre che di Ivan Stocchi, architetto dipendente del Comune. Queste due decisioni vengono quindi definitivamente confermate. Ma nella stessa sentenza è arrivata anche un'ulteriore conferma: quella che ha condannato Tiengo e Bendin al pagamento di 121.131 euro a favore del Comune, nella misura del 50 per cento ciascuno, oltre alla rivalutazione secondo gli indici Istat. Questo per «l'ingiustificato riconoscimento all'appaltatore (la ditta Costruzioni Sacramati, ndr) della somma di 121mila 131 euro» per «l'asserito minor valore dell'area Verzaro».
IMPIANTI SPORTIVI
In pratica il valore dell'area era stato in seguito ribassato e quindi liquidata un'ulteriore somma alla ditta, cifra che la Corte dei conti ha reputato «ingiustificata». A scoperchiare il pentolone era stato, nel 2010 l'allora sindaco Gastone Fantato, che, come riportato negli atti di queste lunghe vicende, aveva reso noti i contenuti della relazione prodotta dall'avvocato Guido Zago dello Studio Domenichelli, incaricato dalla Giunta comunale di verificare le procedure di affidamento ed esecuzione dei lavori, che avevano interessato la realizzazione dei nuovi impianti sportivi di via dei Martiri di Villamarzana a Badia Polesine. La giunta Meneghin ha approvato il progetto preliminare nel 2002. L'appalto era per un importo di 4 milioni 582 mila 284 euro. Per far fronte alla spesa, con un contributo di 645mila euro della Provincia, il Comune aveva acceso un mutuo e 2 milioni dovevano essere pagati in natura' dal Comune a chi si fosse aggiudicato i lavori, cedendo l'area dello stadio Verzaro. Due ditte ne hanno preso visione ed una sola ha partecipato e vinto, la Sacramati costruzioni, con un ribasso dello 0,01 per cento. Terminati i lavori, il 31 dicembre 2006, all'impresa Sacramati era stato riconosciuto un importo finale di 6 milioni. Secondo l'accusa, due varianti, che avevano fatto lievitare i costi di circa 2,3 milioni di euro.
Francesco Campi