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09/08/2019

Immobili storici invenduti Ora il Comune ci riprova

Il Centro

Beni pubblici
Bando deserto per ex De Giorgio, ex Torrieri, Palazzo Lotti e Palazzo Berenga Pupillo: «Nuova asta a settembre, entro il 2020 chiudiamo almeno per uno»
di Teresa Di Rocco LANCIANO Neanche la vetrina del Demanio ha funzionato e l'ex De Giorgio, come palazzo Lotti, restano senza acquirenti. Ancora invenduti sono poi palazzo Berenga e l'ex Torrieri che sono nel piano alienazioni immobili del Comune anche nel 2020. Insieme i palazzi storici hanno un valore economico di circa 4.300.000 euro: 2.200.000 per l'ex De Giorgio, 900.000 euro Palazzo Berenga, 369.000 euro Palazzo Lotti e 825.900 l'ex calzificio Torrieri. Soldi indicati nel piano alienazioni dopo l'ennesimo bando sfumato, che, questa volta, per l'ex De Giorgio e Palazzo Lotti aveva un'ampia platea visto che era fatto col Demanio. Il Comune non si arrende e ci riproverà, come precisa il sindaco Mario Pupillo : «Un nuovo bando ci sarà a settembre per l'ex De Giorgio. La strada delle alienazioni non si può chiudere», spiega Pupillo, «ma è parallela ad altre forme di vendita, bandi o recupero che stiamo portando avanti. Ad esempio il bando col Demanio, che ha riconosciuto il valore dell'ex De Giorgio e il progetto di usarlo come spazio ricettivo per i pellegrini, è andato deserto, ma ci ha permesso di mostrare a molti più imprenditori ed enti l'immobile, per questo sarà riproposto. Lo faremo a settembre, in forma diversa, e dopo un incontro con gli imprenditori locali per spiegare le potenzialità e i progetti che si possono realizzare in uno spazio così ampio e centrale e indicando che il bando non è vincolante. Ad esempio, l'immobile può essere anche diviso in due, visti i diversi accessi: una parte magari può essere adibita a ristorante e un'altra a hotel, oppure destinare l'area al social housing. Per noi l'uso come struttura ricettiva è la migliore visto dove è collocato l'ex De Giorgio, ma siamo aperti ad altre proposte, dei privati, che ci sono». Il sindaco conferma che imprenditori e associazioni si sono fatti avanti per una parte del De Giorgio, per Palazzo Lotti e Palazzo Berenga. «A Palazzo Lotti (che ha avuto problemi come il cedimento dell'intonaco esterno mesi fa, ndc ) che è da anni nel piano alienazioni, c'è l'interesse di un'associazione nazionale», dice il sindaco, «mentre a palazzo Berenga di un gruppo svedese, ma non abbiamo ancora firmato accordi. Questi palazzi vanno recuperati e serve l'aiuto dei privati per farlo, che in cambio potranno gestirli anche per 50 anni, senza snaturarli. Abbiamo un disegno per la città che vede queste residenze come fonte di attrazione. L'ex editrice Carabba è un esempio di recupero positivo e possono esserlo anche i palazzi e l'ex De Giorgio, che è quello più grande, collocato meglio e che si presta a più usi. Di certo vogliamo chiudere almeno una di queste situazioni entro il 2020».

Foto: L'ex istituto De Giorgio che il Comune ha messo all'asta ma che resta ancora invenduto