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06/09/2018

ILVA, LO SPRINT DELLA LUMACA

Panorama

GIOCHI PERICOLOSI
Non decidere, facendo credere di essere decisionista. Un classico esempio del «fare ammuina», fingere di combinare qualcosa. Luigi Di Maio lo ha fatto per tutta l'estate, cercando di rinviare ogni scelta sul gruppo siderurgico, facendo però ricadere la responsabilità su altri soggetti. Ecco il riassunto dell'indecisionismo grillino fino alla riunione del 5 settembre, convocata solo perché i sindacati hanno minacciato lo sciopero.
5 settembre. Di Maio riconvoca le parti dopo che il sindacato, esasperato, ha proclama uno sciopero di tutti i dipendenti, in grande maggioranza elettori Cinquestelle, per sollecitare una decisione. 31 agosto Arriva la solita risposta: si poteva fare di più, ma insomma, va bene così. Buttati via due mesi inutilmente, si avvicina la scadenza del commissariamento, ma questa volta si è anche prosciugata la cassa. Di Maio può sempre fare un'altra proroga, magari fino a Natale. Deve però garantire anche nuovi capitali per 132 milioni di euro. Intanto, la Cgil si accorge che qualcosa non va. «Il governo deve assumersi la responsabilità di dire se la vendita di Ilva c'è o non c'è, notiamo una tendenza inaccettabile a sovraccaricare sugli altri soggetti il tema» dice il segretario Susanna Camusso. «Non è che rinviando le decisioni o chiamando in causa altri il tema si risolve». 23 agosto Di Maio decide di tentare ancora un colpo e passa il dossier al ministero dell'Ambiente per una verifica. 7 agosto Il ministro torna all'attacco e questa volta spera che a bloccare tutto sia l'Avvocatura dello Stato. 18 luglio Cantone lo restituisce dicendo che quel bando di gara non era perfetto ma tutto sommato può andar bene lo stesso. 30 luglio Di Maio convoca 62 sigle in Via Veneto. La metà degli invitati si sente preso in giro. Il tavolo, spiega Di Maio «non è stato convocato per trasformarsi in un club privato. È finita l'epoca delle riunioni che escludono i cittadini da qualsiasi tipo di discussione». Ovviamente ci si alza dal tavolo senza aver deciso nulla. 22 agosto l'Avvocatura risponde più o meno come Cantone: non sarà un bando esemplare, ma può andare. Di Maio dichiara: «è il delitto perfetto, bisognerebbe annullare la gara ma non si può». Ammuina ai massimi livelli. 9 luglio Di Maio proroga fino al 15 settembre la gestione commissariale dell'Ilva. 11 luglio Il fascicolo relativo al bando di gara viene inviato al presidente dell'Autorithy anticorruzione Raffaele Cantone. elaborazione di Stefano Carrara