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20/07/2018

«Ilva, criticità nella gara lo stop spetta al governo»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

Vendita, l'Anac risponde a Di Maio che l'aveva interpellata
MIMMO MAZZA l TARANTO. Ci sono criticità nell'iter della gara per la cessione dell'Ilva ma uno stop della procedura può essere valutato solo dal ministero dello Sviluppo nel caso in cui, come prevede la legge, esista un interesse pubblico specifico all'annulla mento. È la risposta che l'Autorità Anticorruzione ha inviato al vice-premier Luigi Di Maio che l'aveva interpellata, su richiesta del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, sulla vendita dell'Ilva ad Arcelor Mittal. Le criticità sono emerse proprio sui punti segnalati dal Mise e da Emiliano: dal rinvio dell'attuazione definitiva del piano ambientale al 2023 alle scadenze intermedie fino alla mancata considerazione dei rilanci. Per l'Autorità guidata da Raffaele Cantone ha affermato che, in base alla normativa vigente, eventuali irregolarità non bastano a far scattare un annullamento automatico ma la valutazione spetta solo all'amministrazione che ha gestito il procedimento che deve valutare se è preminente l'interesse pubblico ad annullare la gara. E per questo può decidere se questa è una strada da percorrere. La risposta dell'Anac è arrivata in tempi rapidissimi e affronta i tre punti sui quali si era accesa l'attenzione del ministro dello Sviluppo dopo che aveva ricevuto una lettera dal governatore Emiliano. La lettera, in possesso della Gazzetta , è composta da 8 pagine. L'Anac spiega inizialmente la competenza nella sua valutazione, legata al fatto che la procedura, benché esclusa dal Codice degli appalti, prevede l'obbligo di procedure improntate al rispetto dei principi di parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione: principi che l'Autorità è deputata a tutelare. Il primo nodo riguarda il termine per la definizione del piano ambientale, slittato al 2023 durante la procedura di gara nell'ambito di uno dei decreti salva-Ilva varati dal governo Gentiloni. In particolare i tempi sarebbero stati dilatati quando la platea di pretendenti, tra i passaggi delle offerte iniziali e quello dell'offerta vincolate» si era ristretta a due sole cordate. Il ministero chiedeva di verificare se si fosse leso il principio della concorrenza e l'Anac risponde che il ben più ampio arco temporale di realizzazione del piano ambientale ha senza dubbio modificato in modo rilevante il quadro economico e fattuale. Il periodo più lungo di addirittura sei anni avrebbe potuto spingere più imprese a partecipare alla competizione, aumentato il livello di concorrenza e la qualità delle offerte. Il secondo quesito riguardava invece le scadenze intermedie del piano, che non sono state rispettate. La proroga del piano ambientale - spiega l'Anac - non ha fatto venire meno il carattere vincolante delle prescrizioni del ministero dell'Am biente. E in punta di diritto il mancato integrale adeguamento alle prescrizioni fissate dal ministero potrebbe essere sanzionata con l'esclusione dalla gara. L'ultimo punto riguarda il rilancio delle offerte, per le quali l'Anac rileva che tale aspetto della gara era stato inizialmente previsto ma poi non disciplinato in modo dettagliato, indicando come i rilanci avrebbero potuto portare più soldi nelle casse dello Stato: in effetti AcciaItalia, rivale di Am InvestCo controllata da Arcelor Mittal, fece un rilancio per pareggiare l'of ferta economica della concorrente ma la mossa non fu tenuta in considerazione. Le conclusioni dell'Anac - che spiega nella lettera di aver valutato la procedura in base ai documenti messi a disposizione dal ministero senza aver potuto fare accertamenti diretti - è che l'individuazione di eventuali irregolarità non potrebbe portare di per se all'adozione di provvedimenti di annullamento. Questi invece sono solo di competenza del Ministero che può adottarli valutando l'esistenza dell'in teresse pubblico specifico all'annullamen to. La valutazione dell'interesse pubblico, in concreto, è infatti rimesso - in termini di fatto e di diritto, alla responsabilità dell'amministrazione che ha gestito la procedura della gara. Ieri sera Di Maio si è recato a Palazzo Chigi per informare il presidente Conte e decidere le prossime mosse. ILVA Una parte del siderurgico di Taranto

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