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12/11/2020

«Il vincolo non è stato violato Gazzetta, il bando va avanti»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA NOSTRA VERTENZA DOPO IL FALLIMENTO I DUBBI DEI GIORNALISTI La procedura messa in atto dai curatori lascia pochi margini a chi fosse interessato a partecipare: il 20 scade l'esercizio provvisorio
Il Tribunale di Bari respinge le richieste della Soprintendenza Sette giorni per cercare un editore, altrimenti rischio chiusura
l BARI. Il bando per il fitto di ramo di impresa della Edisud, la società fallita che pubblica la «Gazzetta», non verrà né modificato né ritirato. Con un decreto che il giudice delegato Raffaella Simone ha notificato ieri sera anche alla Procura di Bari, il Tribunale ha dunque deciso di non accogliere la richiesta della Soprintendenza archivistica della Puglia: la procedura messa in atto dalla curatela fallimentare, dice in sostanza il giudice, non mette a rischio il valore storico del quotidiano. Ma la conseguenza della decisione sarà, quasi certamente, la cessazione delle pubblicazioni al giorno 20, data di conclusione dell'esercizio provvisorio. Lunedì la soprintendente Annalisa Rossi aveva contestato alla curatela che il bando per affidare almeno per sei mesi - la gestione di questo giornale, non era stato concordato con gli uffici del ministero come prescrive il decreto che ha imposto il vincolo storico sulla «Gazzetta». E che, in particolare, aver separato il destino della società editrice Edisud da quello della testata (che è di proprietà della Mediterranea, società controllata da Edisud ed essa pure fallita) avrebbe violato le norme in materia di tutela dei beni culturali: ci sarebbe insomma uno smembramento del bene, visto che la testata «Gazzetta» viene separata dal resto. Il Tribunale però ha respinto questa tesi. «Il richiamato decreto di vincolo - scrive il giudice - prevede l'obbligo della preventiva autorizzazione della Soprintendenza in caso di alienazione, mentre, nell'ipotesi del trasferimento della detenzione dell'Archivio, impone la denuncia entro 30 giorni, atto dovuto, nell'in dicato termine, nell'eventualità dell'aggiudicazione dell'affitto». In altre parole: sarà l'«eventuale aggiudicatario» a notificare alla Soprintendenza di aver ottenuto provvisoriamente la gestione dell'archivio storico del giornale. Questo perché «il trasferimento della detenzione dell'archivio all'aggiudicatario del bando di affitto del ramo di azienda della società Edisud - secondo il giudice - non comporta violazione del divieto di smembramento dell'archivio (comprensivo della testata «La Gazzetta del Mezzogiorno») mutando semplicemente per Edisud spa il soggetto detentore, tenuto all'osservanza di tutti gli obblighi del decreto». Non trattandosi di una operazione definitiva, è insomma la tesi, l'unitarietà della «Gazzetta» come bene culturale non viene messa in discussione. Da oggi restano dunque sette giorni lavorativi al termine del procedimento avviato dai commissari (il professor Michele Castellano e il dottor Gabriele Zito) per individuare il gestore provvisorio della «Gazzetta», e otto giorni alla cessazione dell'esercizio provvisorio: i curatori, in carica da 6 mesi, hanno aspettato gli ultimi 15 giorni. La scorsa settimana i giornalisti hanno contestato il bando, facendo notare che le modalità di aggiudicazione rendono impossibile (in quanto non conveniente) la partecipazione di qualunque soggetto economico alla procedura. La stessa soprintendente, nella sua lettera di lunedì, ha confermato che in prima battuta le due curatele (Mediterranea ed Edisud) si erano determinate a un bando congiunto, più snello, che avrebbe dato all'even tuale vincitore anche il diritto di prelazione sull'ac quisto definitivo della testata. Poi qualcosa è cambiato. La conseguenza è che tra otto giorni il giornale potrebbe fermarsi, dopo 133 anni. [m.s.]