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18/07/2020

Il Tribunale: «Nessuna mazzetta a Gioia»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

LA VICENDA CASE POPOLARI. VENTAGLINI E POSA CONDANNATI PER «TRAFFICO D'INFLUENZE»
l Il bando per la costruzione di alloggi popolari (housing sociale) a Gioia del Colle fu regolare. Nessuna mazzetta da 100mila euro venne corrisposta per pilotare quello che tecnicamente non era neanche un appalto. Al massimo, l'ex vicesindaco Francesco Paolo Ventaglini potrebbe avere indotto l'imprenditore gioiese Antonio Posa a pensare che sarebbe stato in grado di favorirlo in vista del bando. Bisogna attendere le motivazioni della sentenza per capirlo. I due imputati, assistiti dall'avvocato Mimmo Conticchio (per Ventaglini) e Beppe Modesti e Claudio Van Westerhout (per Posa), sono stati assolti dall'accusa di «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente», riqualificato rispetto all'originaria «turbativa d'asta», e condannati a un anno e otto mesi ciascuno solo per «traffico d'influenze illecite», un millantato credito o giù di lì, in ogni caso un reato molto meno grave rispetto alla più grave corruzione contestata inizialmente dalla Procura. Considerando che l'ex sindaco Sergio Povia, assistito dall'avvocato Michele Laforgia (studio Polis) e altri tre imputati nel processo stralcio celebrato con rito abbreviato sono già stati assolti con formula piena in primo grado (pende giudizio d'appello chiesto dalla Procura), si può concludere che del terremoto giudiziario che nel 2015 travolse Gioia del Colle è rimasto davvero poco o nulla. Il castello di accuse sulla presunta mazzetta da 100mila euro per aggiudicarsi la gara per realizzare case popolari, dunque, non ha retto al vaglio di un giudice di merito. E pensare che per quell'inchiesta ci fu chi finì in carcere come l'allora sindaco di Gioia, Sergio Povia, che, dopo quattro notti in cella e alcune settimane ai domiciliari, dopo il clamoroso arresto, rassegnò le dimissioni. Salvo, appunto, essere assolto nel 2017. A coordinare l'inchiesta condotta dalla tenenza della Guardia di finanza di Gioia, il pm Claudio Pinto. La Procura contestava inizialmente, a vario titolo, corruzione e turbata libertà degli incanti. La prima sezione penale del Tribunale di Bari ha condannato Ventaglini e Posa a risarcire il Comune di Gioia parte civile, assistito dall'avvocato Ferdinando Tripaldi. [g. l.]

Foto: GIOIA Il Comune