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11/09/2020

Il tracollo dell’edilizia l’ecobonus è a ostacoli

Il Mattino

Sarebbero circa 30 gli adempimenti documentali da presentare nei vari uffici Letizia e Velotti (Cisl e Fillea Cgil): - 29,51 delle aziende attive rispetto all'anno scorso
LE COSTRUZIONI
Enzo Mulieri
Il mondo delle costruzioni è atteso al varco della ripartenza in provincia di Caserta, dopo un prolungato periodo di sofferenza che ha aggravato le condizioni di un comparto trainante per l'economia del territorio. Da questo mese dovrebbero già profilarsi i primi segnali di risalita sul piano infrastrutturale, per l'edilizia scolastica e per l'attuazione dell'ultimo dispositivo legato all'edilizia privata, ovvero l'Ecobonus.
LA SPERANZA
Per questa prospettiva non mancano tra gli addetti ai lavori nuovi motivi di speranza, ma a giudicare dai dati di partenza registrati per il primo semestre di quest'anno dalla Cassa edile di Caserta (ai vertici Antonio Pezone e Manlio Pozza) il riavvio del ciclo produttivo non sarà agevole. Basti pensare che solo nel secondo trimestre di quest'anno, in piena Fase 1 dell'emergenza sanitaria, sono venute a mancare in Terra di lavoro il 14,3% delle imprese iscritte, rispetto ad analogo periodo del 2019. È stato ravvisato che il numero delle aziende attive (quelle che possono vantare appalti in corso d'opera) ha subito un taglio netto (- 29,51%) rispetto ad analogo periodo dell'anno precedente. Di qui lo sconcerto della categoria su opere ferme da decenni (vedi il caso del Policlinico di Tredici). A dare una spinta in più per motivare la ripartenza, pure possibile (a Caserta sono circa 1200 le ditte interessate), ci sarebbero anche le ricadute sul piano sociale. Sarebbe una boccata di vitalità rispetto a un tempo, come quello vissuto nel lockdown, che solo nel secondo trimestre ha lasciato inoperosa una buona parte della forza lavoro, -27,74 % rispetto allo stesso periodo del 2019, con la conseguente riduzione della massa salariale(-33,47%).
GLI AMMORTIZZATORI
Per fronteggiare il tracollo si è rivelato indispensabile da parte delle aziende fare ricorso agli ammortizzatori sociali. Ne è la prova il ricorso alla cassa integrazione in edilizia, tra febbraio e luglio di quest'anno, che ha raggiunto una quota di ben 1.061.792 ore autorizzate. Di queste ben 589.940 hanno riguardato la cig per Covid 19. Quello che emerge è un contesto complicato dove i sindacati cercano di districarsi, in tempi di Ecobonus. «In questo campo ci sarebbero ancora degli intoppi -mette le mani avanti Irene Velotti segretaria della Fillea Cgil- o per disponibilità finanziarie che non possono essere anticipate dagli imprenditori o per i prestiti delle banche. C'è bisogno di sburocratizzare le procedure, è da evitare comunque un imbarbarimento senza regole del settore».
I SINDACATI
Per la Cisl, col segretario provinciale Giovanni Letizia, il futuro dell'edilizia potrebbe delineare le sorti del territorio. «Il tema è complesso perché sono diversi i fattori in ballo. Il più importante riguarda il sistema degli appalti che deve garantire sicurezza, ma che dovrebbe essere più fluido -così il leader cislino- una vera riforma non consiste nell'abbattere le tutele ma è quella di mettere in condizione le aziende di ripartire con programmi precisi». Per superare tanti ostacoli, però, non basta la volontà dei singoli operatori. «A noi già risulta che le aziende interessate all'Ecobonus- osserva la segretaria Velotti- dovranno affrontare un percorso irto di controlli: sarebbero circa 30, infatti, gli adempimenti documentali da presentare nei diversi uffici competenti».
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