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11/06/2020

Il tempo di dimenticare il dossier della task force

La Stampa - MARCELLO SORGI

TACCUINO
Perché il piano Colao non è piaciuto a Conte e al Pd, e invece in alcune sue parti ha entusiasmato Salvini? Semplice: perché nelle 120 schede della task-force guidata dall'ex ad di Vodafone ci sono tutti i punti più controversi che, se realizzati, metterebbero a repentaglio la fragile convivenza dell'alleanza giallo-rossa. Già solo l'idea di far partire dai lavori pubblici e dai cantieri la scossa che dovrebbe rimettere in moto l'economia italiana è tale da far venire l'orticaria ai 5 stelle. Così come la sospensione del codice degli appalti caro al capogruppo Pd Delrio, che lo aveva varato da ministro. E l'elenco potrebbe continuare con il condono dei contanti o con quello fiscale. Adesso non è che Colao, la cui paternità come capo della supercommissione è incerta, ma difficilmente attribuibile al premier, sia improvvisamente passato all'opposizione, magari come reazione all'accoglienza fredda ricevuta al momento della nomina, e durante le settimane di duro lavoro, suo e dei tecnici che collaboravano con lui (tutti tranne l'economista consigliera di Palazzo Chigi Mazzucato, che non ha firmato il documento finale). Più semplicemente Colao, ragionando da tecnico, pensa che governare sia far quel che si deve, e non ciò che si vuole. Il problema della compatibilità delle sue proposte con la complicata chimica giallo-rossa, dove gli scambi tra le due maggior componenti del governo troppo spesso avvengono in negativo, ciò per esclusione, non dev'essere proprio passata per la testa del manager italiano che vive a Londra. Considerando il piano come un insieme di proposte da scegliere o da scartare, ma non in blocco, ha progettato in piena libertà, convinto che l'obiettivo che il governo deve porsi, visto lo stato di salute del Paese, stia a metà tra un elettrochoc e un massaggio cardiaco, su un ammalato che ormai non reagisce alle cure ordinarie. Conte adesso si prepara a seppellire il piano con gli Stati Generali del prossimo fine settimana. Zingaretti corre ai ripari con l'Assemblea da cui uscirà un altro piano del Pd. Chissà quali proposte vedranno la luce, e quando, e quanti vertici ancora ci vorranno, prima di trovare un'intesa. Nel frattempo, ci sarà tempo di dimenticare Colao. -