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19/08/2021

Il Tar complica il bando per il futuro del Carpi

QN - Il Resto del Carlino

di Davide Setti CARPI Prima di andare avanti col bando (che scade domattina alle 11,30...) il sindaco di Carpi deve chiedere ai soci del defunto Carpi Fc 1909 se vogliono fare loro la Serie D e in caso di risposta affermativa non potrebbe più proseguire col bando (che vedrà al 100% partecipare Lazzaretti), ma la ripartenza sarebbe affidata a Ncs, Marcellusi e Forlenza. È la clamorosa novità maturata ieri sera con l'ennesimo colpo di scena di questa estate da tregenda del calcio carpigiano. La modifica della procedura nasce dalla pronuncia del Tar del Lazio, che oltre a bocciare (come da pronostico) i ricorsi per la riammissione in Lega Pro di Carpi, Chievo e Casertana ha accolto quello con cui la stessa Casertana impugnava proprio il comma 10 del 52 delle Noif, quello che disciplina i bandi, permettendo alla stessa Casertana bocciata di iscriversi alla D. Questo il passaggio chiave del Tar, che facendo giurisprudenza è estendibile anche al Carpi. «Il ricorso (della Casertana, ndr) va accolto nella parte in cui l'art. 52, comma 10, delle Noif prevede che il Presidente della Figc, previo parere della Commissione all'uopo istituita, possa consentire alla città della società non ammessa di partecipare con una propria società ad un Campionato della Lnd, anche in soprannumero, senza tuttavia chiedere, in via preventiva, alla società titolare del titolo sportivo di manifestare il proprio interesse per tale opzione e, in caso positivo e previa verifica dei requisiti previsti dalla normativa citata, di essere ammessa alla D». Dunque oggi il sindaco Bellelli dovrà chiedere ai soci del Carpi da ieri defunto se vogliono fare loro la D e solo dopo una risposta negativa, proseguire col bando. Un caos totale, nel giorno in cui Lazzaretti ha dato via all'iter presso Crer per l'istanza di affiliazione alla Figc come previsto dal punto 2 del bando messo in crisi dal Tar.