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26/05/2020

Il Tar boccia la sospensiva L’appalto si può fare

QN - Il Resto del Carlino

«Non vi sono fondamenti di diritto, nel ricorso proposto contro l'aggiudicazione dei servizi di trasporto infermi con ambulanza, alla cooperativa la First Aid One Italia». A stabilirlo è stata la prima sezione del Tar per le Marche, che ha respinto la richiesta di sospensiva formulata dai legali dall'Anpas Marche, Croce Verde e Croce Gialla, affermando «di non intravedere sufficienti ragioni di fumus per disporre misure cautelari». A sollevare contestazioni erano state le associazioni di volontariato circa la norma adottata dalla stazione appaltante, per l'indizione della gara. «A questo punto - dichiara First Aid One - non vi sono motivi ostativi alla redazione del contratto di servizio da parte della Azienda Ospedaliero Universitaria Umberto I-Salesi-Lancisi che è stata invitata ancora una volta a procedere senza indugio alla stipula dell'atto. Inoltre chiediamo venga avviata una riflessione politica a livello nazionale sull' affidamento dei servizi in convenzione diretta, alle associazioni di volontariato - prosegue - perché non vediamo, qui come altrove, riduzione di costi, quindi vantaggi per la pubblica amministrazione». Andrea Sbaffo, presidente Anpas Marche, quando la vicenda emerse con lo scorso 23 aprile, disse che la vicenda degli appalti venutasi a creare poteva «far pensare solo ad una mera speculazione sul servizio di interesse generale e quindi sulla salute di tutti i cittadini marchigiani. L'Azienda Ospedaliera, infatti, invece di rispettare la normativa regionale e comunitaria - disse - ha assoggettato l'affidamento del Trasporto Prevalentemente Sanitario al Codice degli Appalti, in totale difformità dalla legge regionale, e disattendendo i regolamenti attuativi contenuti nelle delibere di giunta regionale». Erano i tempi in cui ci si trovava inoltre in piena emergenza Covid. «L'Anpas ha deciso di ricorrere nelle sedi appropriate per richiedere che l'Azienda Ospedaliera annulli, previa sospensione, la gara di appalto e ottemperi alle disposizioni di legge». Il Tar ha però dato ragione alla First Aid che alla luce di ciò, in una nota stampa, si dice dunque «falsamente accusata di non essere in possesso dei requisiti tecnici necessari alle autorizzazioni regionali».