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24/11/2020

Il Tar annulla la maxi gara dell’elisoccorso

La Repubblica - Andrea Bulleri

La sentenza
Tutto da rifare. Il maxi bando della regione Toscana che avrebbe dovuto assegnare l'appalto dell'elisoccorso Pegaso fino al 2024 (prorogabile al 2028) è da riscrivere. Lo ha deciso la terza sezione del Tribunale amministrativo regionale, che qualche giorno fa ha accolto il ricorso della Babcock, la multinazionale britannica già aggiudicataria del servizio di 118 via elicottero in Toscana. Il motivo della bocciatura? L'importo per la base di gara, fissato da Estar in 100 milioni e 480 mila euro, è stato ritenuto troppo basso.
● a pagina 2 Tutto da rifare. Il maxi bando della regione Toscana che avrebbe dovuto assegnare l'appalto dell'elisoccorso Pegaso fino al 2024 (prorogabile al 2028) è da riscrivere. Lo ha deciso la terza sezione del Tribunale amministrativo regionale, che qualche giorno fa ha accolto il ricorso della Babcock, la multinazionale britannica già aggiudicataria del servizio di 118 via elicottero in Toscana. Il motivo della bocciatura? L'importo per la base di gara, fissato da Estar in 100 milioni e 480 mila euro, è stato ritenuto dai giudici amministrativi troppo basso.
Il nuovo bando per il Pegaso era stato annunciato oltre un anno fa, nell'estate del 2019, come uno degli investimenti più rilevanti della scorsa legislatura regionale in campo sanitario.
Il capitolato d'appalto, pubblicato il 7 ottobre dell'anno scorso, presentava diverse novità rispetto al contratto precedente, scaduto nel 2018 e tuttora in proroga proprio con la Babcock. Innanzitutto la richiesta di volare di notte anche dall'elibase di Firenze, situata all'ospedale di Ponte a Niccheri, come già avviene dalle altre due basi toscane del Pegaso di Massa e Grosseto. E poi si prevedeva l'utilizzo più in larga scala della tecnologia "nvg", che grazie ai visori notturni consente al pilota di atterrare anche in aree più impervie, non attrezzate come elisuperfici. Appena un mese dopo la pubblicazione, però, è arrivato il ricorso al Tar della Toscana, che ha bloccato tutto l'iter. Fino a un paio di settimane fa, quando i magistrati amministrativi hanno dato ragione alla Babcock, annullando il bando e condannando Estar (la piattaforma di acquisti della regione) al pagamento delle spese legali.
La multinazionale inglese, assistita dagli avvocati Filippo Martinez, Davide Moscuzza e Laura Pierallini, lamentava costi molto superiori rispetto alla base d'asta di 100 milioni e 480 mila euro, individuati sommando i 60 milioni e mezzo di canone fisso ai 40 stimati per 3.200 ore di volo presunte. Secondo la Babcock, per garantire - come chiesto dal bando - la presenza di un quarto elicottero sostitutivo, in caso di malfunzionamento degli altri tre, più tutte le altre richieste aggiuntive (come l'uso di visori "nvg" in almeno due basi su tre, l'impiego di elicotteri vecchi al massimo di due anni e l'opzione di poter compiere «operazioni speciali»), di milioni ne sarebbero sarebbero serviti almeno 134, più altri 300 mila euro. Somma che Estar ha ritenuto eccessiva, ricordando in una memoria difensiva che «un analogo appalto fu aggiudicato nel 2008 a società incorporate dall'attuale ricorrente, per l'importo di euro 76.496.000». Vista la complessità della materia in esame, i giudici non hanno potuto far altro che incaricare un consulente tecnico d'ufficio, chiedendogli di esaminare il capitolato e stabilire quale fosse la cifra appropriata. Lo scorso settembre il consulente ha consegnato la sua relazione, indicando in 123 milioni e 394.973 euro il costo minimo dell'appalto e dando così parzialmente ragione alla Babcock. A quel punto i magistrati hanno tratto le conclusioni. «Alla luce della documentazione depositata in giudizio e delle articolate argomentazioni delle parti - scrive il Tar nella sentenza - non è escluso possa esservi una manifesta insufficienza della base d'asta rispetto ai costi». Motivo per cui l'intero bando dev'essere annullato.

Foto: Un elicottero Pegaso in volo