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02/03/2021

Il Tar annulla la maxi-gara del Comune per la pulizia delle strade di Milano

Libero - M. COS.

I giudici bocciano il bando da 2,4 miliardi: «Violata la concorrenza»
■ Il Tar annulla il maxi bando del Comune di Milano per la pulizia della città da 2,4 miliardi per i prossimi sette anni. Secondo i giudici, che hanno accolto il ricorso presentato dall'impresa Sangalli, la formulazione della gara europea in un unico lotto «non prende in considerazione l'interesse pubblico della concorrenza». Le ragioni di Palazzo Marino non contemplano nemmeno «la parità di trattamento tra i diversi operatori presenti sul mercato di riferimento». Ne deriva dunque che la scelta di bandire un unico lotto per tutti i servizi di pulizia di Milano - dalle strade alla raccolta dei rifiuti - non tutela la partecipazione delle imprese di minori dimensioni. Il Tar contesta anche il termine di novanta giorni per la formulazione delle offerte - troppo ristretto per servizi di tale complessità: «È contrario a ragionevolezza ipotizzare che in poco più di 90 giorni possa essere formulata un'offerta competitiva», dal numero di mezzi al reperimento degli impianti di smaltmento dei rifiuti. Censurata anche la carenza informativa da parte del Comune di Milano su punti di raccolta, analisi merceologica dei rifiuti indifferenziata, personale oggi in servizio. Per questo, il collegio presieduto da Domenico Giordano ha accolto il ricorso cautelare della Sangalli e ha sospeso il bando impugnato dall'impresa. Il Comune di Milano viene condannato al pagamento delle spese (4mila euro) e soprattutto riceve una brusca frenata al progetto di mettere a gara uno dei servizi fondamentali per la città. Il giudizio di merito è fissato per il 21 ottobre: di conseguenza, il dossier finirà con ogni probabilità nelle mani della prossima aministrazione, con il rischio di un lungo contenzioso se non verrà modificata la formulazione del bando pubblicato dalla giunta Sala. E dire che ieri proprio il sindaco di Milano ha siglato una intesa con i sindacati per promuovere la «trasparenza» negli appalti. Dice il primo cittadino: «Grazie al protocollo, nei processi di aggiudicazione dei lavori pubblici viene scoraggiato il ricorso al criterio dell'offerta economicamente vantaggiosa: un criterio che, nei fatti, finisce per favorire pratiche che minano la tutela dei lavoratori e la libera concorrenza». Parole pronunciate proprio nel giorno in cui il Tar bocciava per violazione del princicio di concorrenza il più grande appalto pubblicato dal Comune di Milano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: FRENATA Il bando per la pulizia della città pubblicato dal Comune di Milano è stato annullato dai giudici del Tar (Ftg)