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04/06/2020

Il sindaco non ha dubbi: «La società elettrica va venduta, ha costi di gestione troppo alti»

QN - Il Resto del Carlino

MAGLIANO DI TENNA Senza mezze misure il sindaco di Magliano di Tenna, Pietro Cesetti, torna ad affrontare la questione della società elettrica municipalizzata che l'attuale amministrazione vorrebbe vendere, operazione che invece ha incontrato feroci critiche da parte del gruppo di minoranza «Solidarietà per Magliano». «Noi non intendiamo svendere l'azienda elettrica Magliano Energia - spiega Cesetti - anzi è l'esatto contrario. La stima, come scritto esplicitamente più volte, verrà effettuata dagli specialisti di Energy Edvisors a cui farà seguito un bando pubblico al rialzo. Dispiace che la precedente amministrazione abbia lasciato in eredità crediti notevoli di utenti morosi, rivelatesi in gran parte inesigibili; che non abbia effettuato distacchi tempestivi dell'energia elettrica, come prescritto dall'Arera (Autorità di competenza), permettendo ad alcuni esercenti di accumulare negli anni somme ragguardevoli; che non siano stati tutelati i cittadini maglianesi onesti e puntuali nei pagamenti delle bollette». Oltre alle considerazioni politiche, il primo cittadino entra nel merito della questione: «Un piccolo Comune come il nostro - prosegue Cesetti - senza risorse economiche e personale sufficienti, ha costi fissi maggiori rispetto ad una società come potrebbe essere E-Distribuzione (Enel), che ha standard più vasti ed enormi possibilità di investimenti. I servizi sono stati tutti esternalizzati negli ultimi anni, mentre prima venivano effettuati gran parte dall'unico dipendente dell'ufficio ragioneria. L'ex sindaca Paoloni dimentica che proprio lei a dicembre 2017 diede disposizione alla responsabile del servizio finanziario di provvedere agli atti per la messa in vendita dell'energia elettrica attraverso un'apposita procedura di evidenza pubblica. Per questo però io non ho sentito di assemblee pubbliche e Consigli a tema. Possiamo comunque aggiungere che nel nostro primo anno di mandato, abbiamo ricevuto a fondo perduto circa 720.000 euro da diversi bandi». Alessio Carassai