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23/06/2020

Il sindaco blocca i francesi: «La Engie può attendere»

La Nuova Sardegna - di Davide Pinna

Lutzu sull'affare da 40 milioni in 20 anni per la gestione di servizi comunali: «Stiamo valutando e il Consiglio sarà coinvolto. Impossibile il sì per settembre» IL CASO»LA MAXI CONCESSIONE
di Davide PinnawORISTANOFreno a mano tirato. Sia sulla mossa da fare che sulle polemiche sollevate dall'opposizione. Il sindaco Andrea Lutzu è chiaro: «Gli uffici comunali e soprattutto la giunta stanno ancora valutando, il percorso con la multinazionale Engie non è ancora iniziato». Il primo cittadino chiarisce così che non è ancora iniziata la partita da 40 milioni per l'affidamento a una ditta esterna al Comune della manutenzione di strade e marciapiedi e della gestione dei servizi energetici, termoidraulici e di illuminazione pubblica e semaforica.Assicura che la marcia non è stata ancora inserita e che la macchina è stata solo messa in moto: «Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso, ma si tratta di una proposta molto impegnativa e molto seria, con importanti conseguenze per la città che vanno esaminate. Il percorso verso un'eventuale gara d'appalto partirà solamente quando ci sarà una delibera della giunta che nominerà il responsabile unico del procedimento».Il punto di partenza è una lettera del giugno 2019, con cui il ramo italiano di Engie, multinazionale francese del settore energetico con un fatturato che si aggira sui 65 miliardi di dollari all'anno, aveva proposto di gestire per conto dell'amministrazione gli impianti comunali e curare la manutenzione di strade e marciapiedi. In cambio, il Comune pagherebbe alla società un canone annuo di 1 milione e 700mila euro, con altri 5 milioni destinati allo svolgimento di lavori pubblici nell'arco dello stesso ventennio.Gli uffici iniziarono la valutazione dell'offerta qualche tempo dopo, ma il processo non è ancora completato. «Prevedo tempi lunghi, anche perché dopo un'eventuale valutazione positiva della proposta originaria, la società dovrà inviarne una definitiva e a quel punto scatteranno i meccanismi per la gara d'appalto, aperta a tutti e che potrebbe essere vinta anche da un'impresa differente da quella che ha fatto la proposta». I tecnici del diritto amministrativo chiamano questo tipo di appalti partnership pubblico-privato: la ditta promotrice elabora una proposta e la sottopone all'ente pubblico che, svolte le sue valutazioni, può bandire una gara su quella base. Gara aperta a tutti, ovviamente, ma la legge consente di prevedere il diritto di prelazione per il promotore, che dunque può aggiudicarsi l'appalto alle condizioni proposte dal miglior offerente.Il piano degli obiettivi assegnati dai dirigenti agli impiegati comunali che farebbe scattare anche degli incentivi in busta paga prevede l'aggiudicazione provvisoria entro il 30 settembre, ma per Lutzu si tratta di un traguardo improbabile: «Ripeto che la procedura partirà ufficialmente solo quando la giunta emetterà un atto politico in questo senso, i tempi sono quindi lunghi». È come se il sindaco stesse sin d'ora spostando più in là le lancette dell'orologio.La politica per ora è rimasta al di fuori della questione fatto che ha scatenato, vista la posta in gioco milionaria e durevole nel tempo, la protesta del centro sinistra. Lutzu però rassicura: «Ci sarà sicuramente un passaggio in consiglio comunale, che peraltro penso sia obbligatorio per legge. Senza alcun intento polemico, ricordo che negli ultimi mesi era difficile trovare il tempo e le occasioni per affrontare quest'argomento».Una data da tenere in considerazione per l'eventuale partenza del nuovo sistema è quella del 31 gennaio 2021, quando scadrà l'appalto per la gestione dell'illuminazione pubblica cittadina.©RIPRODUZIONE RISERVATA