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19/12/2018

«Il settore riparte con il Mose, ma il Cvn deve pagare»

Corriere del Veneto

IlbilanciodiAnce:annodicrisi,ilgovernononaiuta.«Appaltiminorisoloperimpreselocali»
Il numero degli operai impiegati cresce di appena due punti percentuale, quello delle imprese di poco meno, mentre i fatturati non si spostano di una virgola. Il bilancio di fine anno dell'Associazione costruttori edili della provincia punta sul 2019, dopo dodici mesi difficili: «L'anno prossimo si dovrebbero aprire diversi cantieri importanti - ricorda il presidente Ugo Cavallin - ma contiamo più di 500 imprese solo nel nostro territorio, è ancora troppo poco». Per questo resta fondamentale la partita del Mose, che non può essere sospesa a pochi minuti dal fischio conclusivo: «Accogliamo con favore la scelta dei commissari e del provveditore Linetti di puntare sulle piccole e medie realtà del Consorzio per procedere con i lavori - continua il numero uno di Ance - Di sicuro hanno capacità ed esperienza per essere assegnatarie di una parte significativa dell'opera». Il problema è che i pagamenti continuano a latitare: «Quasi nessuno ha ottenuto tutto quello che gli spetta - ricorda il direttore Antonio Vespignani - ora qualcosa si sta muovendo, ma solo per chi non ha avviato un contenzioso: in quel caso bisogna aspettare i tempi della giustizia». Un paradosso che esemplifica bene la diffidenza nei confronti dell'Italia dall'estero: «L'attuale governo non sembra preoccuparsi di migliorare le cose - continua Cavallin - Ci avevano promesso la revisione del codice degli appalti entro novembre, c'è stata una convocazione urgente a inizio dicembre e poi il silenzio assoluto. Invece sarebbe importante stringere il limite sui subappalti il prima possibile». Anche a livello locale si chiedono misure di protezione per le attività del territorio: «Friuli Venezia Giulia e Trentino, con le loro specialità, limitano la partecipazione ai bandi sotto il milione di euro alle imprese della regione, che comunque non hanno nessun problema a spostarsi altrove. Lo stesso provvedimento è stato approvato in Emilia Romagna. Qui in Veneto così siamo circondati - insiste il presidente - La possibilità di estendere gli affidi diretti fino ai 250 mila euro, di cui già si parla, potrebbe aiutare, ma non basta». Perché il settore riparta, è indispensabile anche un cambio di mentalità: «Bisogna puntare su demolizioni e ricostruzioni, e bisogna incentivare il lavoro regolare attraverso la possibilità di scaricare tutto, o almeno di ridurre l'Iva». Giacomo Costa

L'opera

● Il Mose è un sistema di dighe mobili per difendere Venezia dall'acqua alta. Costerà 5,493 miliardi ● Nell'ultimo anno, a causa di alcuni problemi anche di fondi, i lavori si sono fermati ● Ora i commissari del Cvn hanno fatto l'accordo con le piccole imprese per finire tutto