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08/06/2019

IL SETTORE EDILE CHIEDE AL GOVERNO UNA SVOLTA

Il Secolo XIX - FRANCESCA COZZANI

IL PUNTO
Confindustria La Spezia esprime molta preoccupazione per l'andamento ancora stagnante del settore edile che avrebbe bisogno di misure ben più efficaci della riforma degli appalti pubblici all'esame del Governo. Prendiamo atto comunque che il comparto edile e, in particolare quello delle opere pubbliche, è tornato a essere al centro delle iniziative governative. Ribadisco l'importanza del comparto edile, che deve essere considerato parte integrante di una politica di sviluppo e parte attiva nel cambiamento, in quanto generatore di ricchezza e occupazione che rimane sul territorio provinciale. Il futuro economico, sociale e culturale della provincia e della città transita attraverso la realizzazione di importanti interventi di trasformazione del territorio. Ricordo che l'Associazione Nazionale dei Costruttori da anni chiede con forza l'adozione di misure incisive per rilanciare il settore e che il Paese sia dotato di infrastrutture sicure ed efficienti e di un rinnovato tessuto urbano, in grado di individuare nuove funzionalità alla città costruita, nonché di abitazioni coerenti con i nuovi stili di vita. Sicuramente i decreti-legge "Sblocca cantieri" e "Crescita", rappresentano, finalmente, un primo segno tangibile della volontà di mettere il settore delle costruzioni al centro dell'agenda politica ed economica del Paese. Ma gli imprenditori del settore manifestano preoccupazione rispetto alle misure finora adottate, che rischiano di essere insufficienti per raggiungere gli obiettivi individuati dal Governo. Sia il Decreto Sblocca Cantieri che le anticipazioni relative allo stop parziale del Codice degli Appalti, non risolvono alla radice le grandi criticità che impediscono il rapido utilizzo delle risorse stanziate. Più di un correttivo all'attuale Codice serve un reale provvedimento "sbloccacantieri". Occorre procedere con coraggio allo snellimento delle procedure senza però indietreggiare sulla trasparenza e sulla legalità. Il lavoro non si genera per decreti legge, le aziende edili hanno bisogno di risposte veloci. La crisi ha colpito profondamente il settore edile, che si sta riprendendo troppo lentamente. In 10 anni le imprese spezzine sono calate del 34% (da 1005 a 661 e perdita di ben 1600 posti di lavoro). I provvedimenti legislativi devono essere supportati da idonei investimenti che creino reali occasioni di lavoro. Presidente Confindustria