scarica l'app
MENU
Chiudi
10/06/2020

Il San Matteo: colpo mortale alla ricerca

Corriere della Sera - Simona Ravizza sravizza@corriere.it

Accusa e e difesa
A
l essandro Venturi, presidente del San Matteo di Pavia, sviluppando e validando il test sierologico della Diasorin - dice il Tar - l'avete favorita a scapito della concorrenza.

«Ai primi di marzo la Diasorin, multinazionale italiana conosciuta nel mondo e quotata in Borsa, è venuta a bussare alla porta del San Matteo con una proposta: "Volete validare - è quello che ci hanno chiesto in sintesi - un test utile a individuare gli anticorpi killer del virus?" (per capire chi potrebbe essere immune dal Covid-19, ndr ). Dunque, noi non abbiamo scelto nessuno. Abbiamo solo valutato una proposta di collaborazione scientifica. Cosa avremmo dovuto fare? Prendere l'idea della Diasorin e chiedere ad altri se ci davano più soldi per svilupparla?».


Perché la Diasorin ha scelto il San Matteo?


«Chi deve sperimentare qualcosa cerca competenze e pazienti. Il nostro Policlinico ha una delle migliori virologie d'Europa e dal nostro Pronto soccorso sono passati 2.700 casi Covid-19, di cui oltre 1.250 ricoverati. La collaborazione scientifica con la Diasorin per noi è motivo d'orgoglio».


Il ricorso è di Technogenetics, concorrente dell'azienda italiana. Vi aveva fatto proposte alternative?


«A fine marzo l'italo-cinese Technogenetics si è offerta di fornirci dei test sierologici pungidito e ci ha mandato la brochure. Nulla di più. Da una parte avevamo la possibilità di una collaborazione scientifica per un prodotto innovativo, dall'altra una proposta commerciale su un test rapido».


Secondo il Tar «mediante l'accordo, il Policlinico ha consentito a un particolare operatore economico, scelto senza il rispetto di alcuna procedura a evidenza pubblica, di conseguire un nuovo prodotto, che rimane nella esclusiva disponibi-lità e commercia-bilità dell'operatore».


«È lo stesso principio che regola le sperimen-tazioni sui farmaci. Un'azienda farmaceutica chiede se ci interessa la sperimentazione, i medici coinvolti la valutano in scienza e coscienza. Mica facciamo una gara pubblica, per cercare cosa? Com'è pensabile regolare la ricerca con il codice degli appalti? Dopodiché per fare ciò noi stiamo stati pagati: il Policlinico ha incassato 50 mila euro per la validazione del test e l'1% delle royalty sulle vendite del test da investire in ricerca».


Le conseguenze della sentenza?


«Il Policlinico San Matteo perderà milioni di euro in royalty. Ma soprattutto è un colpo mortale per la ricerca pubblica in Italia. Le multinazionali andranno sempre più a sperimentare fuori dal nostro Paese».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

~

Venturi

È lo stesso principio che regola le speri-mentazioni sui farmaci: i medici valutano
in scienza
e coscienza Mica facciamo una gara pubblica Impensa-bile regolare
la ricerca con il codice degli appalti


Foto:

Alessandro Venturi è il presidente della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia: «Non abbiamo scelto nessuno, abbiamo valutato una collaborazione scientifica»