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13/03/2021

Il San Benedetto unisce tutti con il gruppo Tocca el mur

Corriere Adriatico

Nasce un'associazione che vuole dialogare con il Comune per il recupero
IL DIBATTITO
PESARO Il futuro del complesso del San Benedetto sta molto a cuore ai pesaresi, tanto che dopo la presentazione dei primi interventi di recupero, si è costituito un gruppo di cittadini che intendono porsi in dialogo con l'Amministrazione . Il gruppo ha scelto il nome di Tocca el mur, la frase che veniva urlata ai passanti da Caballero, uno dei ricoverati dell'ex psichiatrico, quando si affacciava su via Mammolabella. L'intento del gruppo è quello della salvaguardia della struttura, in un progetto condiviso con i cittadini. Tocca el mur, ha l'obiettivo di contribuire ad apportare idee per un progetto unitario di grande spessore e significato come l'edificio e il luogo meritano, ritenendo indispensabile intervenire con urgenza al consolidamento, messa in sicurezza delle coperture, ristrutturazione e recupero del complesso formato dall'edificio, da quattro cortili e dal grande giardino storico, per sottrarlo all'abbandono e al rischio di crollo.
Rapporto
Il gruppo ritiene inoltre che il progetto debba ricreare il rapporto con gli Orti Giulii, Porta Rimini, Viale della Liberazione, il giardino del bastione dell'Ospedale, via Passeri e la Biblioteca San Giovanni, come peraltro, già annunciato anche nelle intenzioni dell'amministrazione. «Il sindaco ha dichiarato Non focalizziamoci su un unico bando, proviamole tutte Questo gruppo è d'accordo e suggerisce di concorrere al bando uscito da pochi giorni, che sicuramente Ricci conosceva anticipatamente nella sua veste di Presidente Nazionale Ali. È il bando che riguarda investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e di degrado sociale . Il Dpcm finanzia interventi triennali e, per il triennio 2021 -2023, i comuni capoluogo possono usufruire ciascuno di 20 milioni di euro ed è perfettamente in linea con le idee di recupero del San Benedetto che propone questo gruppo, cioè mantenere la proprietà e garantire la fruizione pubblica del complesso destinandolo ad attività di carattere culturale, educativo e formativo».
Le perplessità
Le perplessità del gruppo riguardano la possibilità che l'edilizia residenziale favorirebbe l'uso privato di gran parte dell'edificio e degli spazi pubblici e per questo propone agli Enti di «avviare con la città un processo di progettazione partecipata che permetta di far riappropriare i pesaresi di un'area che nella memoria cittadina è stato sì un luogo di dolore, i cui segni non vanno cancellati, ma anche di sperimentazione e di eccellenza; definire un accordo di programma con la Regione per dare la possibilità al Comune di accedere al bando del 6 marzo 2021 n.56 e al relativo finanziamento; provvedere subito alla messa in sicurezza di tutti i fabbricati esistenti e utilizzare le competenze interne al Comune per la progettazione che deve mantenere integra l'unitarietà dell'edificio e prevedere le funzioni pubbliche, di carattere culturale, educativo e formativo; riqualificare un'intera area che è anche una parte importante della città, oggi abbandonata».
Impegno civico
All'interno del gruppo ci sono nomi noti da tempo impegnati sul fronte civico, mi militano liberi cittadini e gruppi culturali, politici e ambientalisti.
Elisabetta Marsigli
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