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17/10/2018

Il Salvini costruttore

Il Foglio - Luciano Capone

Cosa chiedono le imprese al governo e perché ora la Lega punta Toninelli. Due passi all 'assemblea dell'Ance
Roma. "I soldi ci sono, il problema è riu scirli a spendere ". Dal palco e dalla platea dell 'assemblea dell'Ance l'analisi è univoca e il nemico è essenzialmente uno: il Codice degli appalti. E ' la normativa che simbolica mente racchiude tutte la difficoltà nell 'at tuazione dei progetti e nella realizzazione delle opere: "Questa inerzia che affligge il paese e colpisce ogni iniziativa, pubblica o privata, ha un nome: burocrazia, la madre di tutti i mali ", dice il presidente dei costruttori Gabriele Buia. Ospiti d 'onore sono il ministro dell'Inter no Matteo Salvini e quello delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in un derby tra le due forze di governo vinto nettamente dal leader della Lega. (Capone segue nell 'inserto IV) Il quadro è il bilancio del settore illustrato dal presidente dell 'Ance: "Oltre 120 mila im prese espulse da mercato e 600 mila occupati in meno, un cataclisma dalle proporzioni ben più rilevanti di tutte le principali crisi aziendali - come ad esempio Embraco o Ilva - a cui abbiamo assistito in questi anni e che hanno giustamente riempito le pagine dei giornali. I nostri disoccupati e le nostre imprese sono invece spariti in un silenzio assordante! ". I dati del settore vengono incro ciati con quelli del paese, di un 'economia stagnante, con una crescita di gran lunga inferiore ai partner e ai paesi europei più vicini, a causa - secondo l'analisi - proprio del mancato apporto dell 'edilizia e della sua fi liera. Diversamente dalle tante discussioni in tema di politica economica di cui si parla quotidianamente, le criticità indicate non sono né la mancanza di risorse né la perfida Europa. I fondi ci sono ma non vengono spesi e gli impedimenti alla realizzazione delle opere provengono tutti dalla legislazione nazionale: le stratificazione legislativa e l 'inef ficienza amministrativa. I problemi sono tutti italiani e vanno risolti a livello nazionale. Sugli stanziamenti i dati sono impietosi: dopo una riduzione delle risorse disponibili a causa di un controllo dei conti che ha penalizzato - come sempre accade - la spesa in conto capitale a favore della spesa corrente, a partite dal 2016 sono tornati a salire gli investimenti. Ma a causa dell 'inefficienza del la spesa è quasi come se queste somme non fossero mai state stanziate: nel 2016-2017, secondo il Def, erano previsti 850 milioni di investimenti in più, ma in realtà ne sono stati spesi 750 in meno. Solo nel 2018 la forbice tra previsione e realtà è stata di 1,5 miliardi di euro. Gran parte di questo gap è dovuto ai ritardi nell 'avvio del grande piano struttura le da 140 miliardi lanciato nel 2016: dopo quasi due anni il livello di attuazione del piano è fermo al 4 per cento. Il tema della capacità di spesa è stato evidenziato più volte anche dal ministro dell 'Economia Giovanni Tria, che ha anche istituito una task force per superare le criticità. E su questo fronte la richiesta dei costruttori, prima ancora dell 'au mento delle risorse - che è ciò che chiunque generalmente chiede al governo - è la revi sione del Codice degli Appalti, una legge "fondata sul pregiudizio" che "ha contribui to a ingessare ancora di più il settore dei lavori pubblici, con un groviglio di norme e di linee guida spesso confuse e difficilmente applicabili ". Gli imprenditori sono consape voli del fatto che se non si fanno le riforme e non si efficienta la Pa l 'aumento degli inve stimenti può essere addirittura controproducente: "Il piano di investimenti da 15 mi liardi del governo rischia di rimanere lettera morta, con gravi ripercussioni anche sull 'e quilibrio finanziario della manovra, sul debito pubblico e sullo spread ". E le ripercus sioni non sono teoriche, perché secondo l 'ad di Salini-Impregilo Pietro Salini "c'è stata una caduta totale delle transazioni e degli investimenti privati " proprio per un calo della fiducia dei mercati, degli investitori e delle famiglie che "temono la patrimoniale". Le gravi responsabilità della legge e dell 'amministrazione vengono evidenziate an che da un giurista come Sabino Cassese, secondo cui il "Codice degli Appalti è stato det tato dalla paura, in ossequio al totem della corruzione percepita ", con il risultato che per bloccare la corruzione si è bloccata qualsiasi tipo di iniziativa. Per Dario Scannapieco della Banca europea degli Investimenti (Bei) "le risorse ci sono, pubbliche ed euro pee, ciò che blocca il paese sono la paura e l 'impoverimento della pubblica amministra zione ". L'architetto Stefano Boeri dice che è nevcessario facilitare e agevolare la "demo lizione e ricostruzione ". Come risponde la politica e com 'è stato il confronto a distanza tra i ministri? Matteo Salvini, intervenuto all 'inizio, ascolta tutta la relazione del presidente dell 'Ance e rac colto i cahiers de doléances degli imprenditori e poi parla a braccio per appena cinque minuti. Fiuta l 'aria, non dice una parola con tro l 'Europa e fa un paio di promesse: "Entro novembre il famigerato Codice degli appalti verrà smontato e riscritto ". E giù applausi. "Siamo più rigorosi di quello che l'Europa ci chiede, facendo autocritica da italiano ". E ancora applausi. Poi parla di fondi da sbloccare, racconta aneddoti sulla difficoltà nel mettere a reddito gli immobili pubblici del ministero, immedesimandosi nell 'imprendi tore in lotta con la burocrazia: sono uno dei vostri, è il messaggio. Infine si distingue dal M5s: "Il nostro è un governo dove ci sono sen sibilità diverse, lavorerò perché il paese abbia più infrastrutture, strade e ponti. Non credo alla decrescita felice ". Ancora applau si. Un po ' come aveva fatto in un confronto a distanza ravvicinata con la grillina Laura Castelli davanti ai commercialisti a Torino, da grande animale politico Salvini ruba la platea al suo naturale punto di riferimento, il ministro delle Infrastrutture. Toninelli arriva in chiusura, senza aver ascoltato gli interventi, sale sul palco e legge con voce robotica una relazione scritta: "C'è una novità a cui tengo moltissimo: Ainop, un contenitore digitale che si basa sul principio degli open data e dell 'open Bim ...". La gente si distrae, c'è chi si alza e chi parlotta, ma il ministro prosegue "... lancerà degli alert nel caso in cui ci sia bisogno di un intervento... ". Vista l'incur sione e la sintonia con i costruttori, non è da escludersi che per il dopo elezioni Salvini abbia puntato al ministero di Toninelli.

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