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12/09/2020

Il ” Salva Reggio” a urne chiuse?

Gazzetta del Sud

Ieri la Conferenza Stato-Città ha deciso di rinviare la ripartizione dei fondi
Del Decreto, finora, resta solol' eco dei toni trionfali usati dal sindaco
Alfonso Naso Ieri doveva essere il giorno della verità sul destino del Comune.E inveceè arrivato un rinvio da brividi. La Conferenza Stato-Città che doveva approvare lo schema di riparto già redatto dai Ministeri dell' Economiae dell' Interno per distribuire le somme messe sul piatto dal governo per salvarei Comuni dal dissesto provocato dalla sentenza della Consulta sul fondo di anticipazione di liquidità, ha deciso di rinviare ogni decisione. Un provvedimento che viene motivato in questo modo: «Approfondimenti di natura tecnica hanno determinato il rinvio della trattazione ad una seduta straordinaria che sarà fissata per la prossima settimana». Era stata convocata per ieri la riunione in videoconferenza ma alla fine il punto all' ordine del giornoè stato rinviato alla prossima settimana ma, probabilmente, slitteràa dopo le elezioni, mentreè stata trovatal' intesa peri fondi da distribuire ai Comuni in dissesto finanziari o. Dunque, sarà un' altra settimana di attesa per gli amministratori di Palazzo San Giorgio che alla vigilia di Ferragosto avevano esultato per cosa fattal' approvazione del decreto" Salva Comuni" ribattezzato dal sindaco decreto" Salva Reggio". Falcomatà non aveva usato mezzi termini: «Sono orgoglioso da sindaco che la città cel' abbia fattaa chiudere i conti col passato. La fascia tricolore non ti dài superpoteri ma ne sento addosso il peso della responsabilità. E la passione,l' amore, il sacrificio, l' ostinazionee il gioco di squadra alla fine premiano sempre. Nonè stato facile amministrare sei anni senza soldi, senza la possibilità di garantire al meglioi servizi pubblici essenziali, dovendo tenerei tributi locali al massimoe potendo contare solo sui fondi europeie su risorse esterne al bilancio. Grazie all' impegno del governo chiudiamo il debito del passato,e garantiamo alla cittàe ai nostri figli un futuro certo». È opportuno pubblicare nuovamente queste parole perchéa distanza di quasi un mese quel decretoè rimasto, di fatto, solo una promessa. Poi qualcosa di scrittoè arrivato ma al momento nonc'è nulla di ufficiale. Proprio sul più bello alcune resistenze romane hanno bloccato tuttoe adesso il sindacoe tuttal' amministrazione comunale devono attendere per esultare ma anche per smentire chi ha sempre dichiarato chea Reggio arriveranno solo pochi milioni di euro, soldi che comunque non servirannoa coprire il passivo. A leggere, tuttavia,l' allegato al decreto da sottoporre all' attenzione della Conferenza Stato-cittài soldi da inviare in riva allo Strettoe che consentiranno quasi subito di azzerare il debito con la Regione per la fornitura idropotabilee oggetto di contestazione da parte della Corte dei Conti ci sono. Si tratta di 139 milioni con oltre 69 da inviare subito entro il 2020, 34e altri 34 tra il 2021 e il 2022. Somme da capogiro che permetterebbero all' ente di limitare al minimo il passivoe ripartire. Con un nuovo orizzonte fatto non di problemi ma di prospettive. L' inatteso rinvio, però, pone una serie di problemi non di poco conto. Da un lato ponel' amminist razione in difficoltà nell' approvazione del bilancio mentrel' assessore al ramo, Irene Calabrò, aveva assicuratol' approvazione dello schema in giunta; dall' altro peròc'è anche in gioco la partita elettorale. Falcomatà, oltre alla circostanza che questi soldi potrebbero definitivamente rappresentare la chiusura dei conti con un passato" pesante", si poteva giocare il jolly del salvataggio di Palazzo San Giorgio dal crac finanziario prima del turno elettorale del 20e 21 settembre.E invece dovrà aspettare proprio gli ultimi giornio addirittura il voto arriverà prima della decisione romana. Sempre se non cambierà tuttoe non accadrà qualche altro intoppo. In questo periodo il fattore tempoè fondamentale... 139 sarebberoi milioni destinatia Reggio 69 milioni dovrebbero arrivare subito

Foto: Palazzo San Giorgio La casse comunali sono in difficoltà