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30/04/2021

Il rischio ragionato di Salvini con Draghi E c ‘ è già nuovo fronte

Il Foglio - Valerio Valentini

La lotta e il governo " Presidente, siamo con te "
Dopo il coprifuoco il leader leghista è pronto a martellare sul codice degli appalti in chiave Recovery
Roma. A modo suo, si è scelto anche lui un " rischio ragionato " . Perché, è evidente, l ' operazione di Matteo Salvi ni è azzardata, non c ' è dubbio: " Ali mentare questa tensione costante non è accettabile " , s ' è infatti sentito ripetere, ancora due giorni fa, Giancarlo Giorgetti da Mario Draghi. E però, con l ' aria del lo scolaro indisciplinato che cerca la riabilitazione, proprio il leader della Lega ha chiesto audizione al premier. Lo ha raggiunto lì, al centro dei banchi del governo, davanti a tutti perché tutti vedessero, nell ' Aula del Senato. E gli ha rinnovato il suo atto di fede: " Sul nostro sostegno, caro presidente, potrai sempre contare " . (Valentini segue nell ' inserto IV) Ne è seguito un colloquio in cui Draghi, dopo aver ribadito che " certi toni non possono essere più accettati " , ha per lo più ascoltato. E si è sentito rassicurare che no, " l ' iniziativa della rac colta firme contro il coprifuoco non implica in alcun modo un ' ostilità ver so l ' esecutivo " , ma è semmai un gesto di lealtà. " Perché noi, presidente, quando siamo contrari te lo diciamo apertamente " , ha spiegato Salvini. Che ha anzi rivendicato l ' utilità della sua condivisione scomposta, un poco recalcitrante, dell ' agenda di governo. " C ' è un pezzo di elettorato, che va al di là del mio partito, che non comprenderebbe certe scelte sulle chiusure. E dare copertura a quella fette di elettorato serve anche a garantire una base di consenso più ampia a questo governo " , ha proseguito Salvini. E sarebbe arduo, ora, stabilire fino a che punto il segretario della Lega sia stato convincente. Quel che è certo è che si è convinto, lui, che in fondo la linea del Carroccio è corretta. Che, insomma, si può proseguire con questa strategia della tensione di lotta e di governo, con la premessa però che è solo stando nel governo che si può fare la lotta. Certo, c ' è da sorbirsi di tanto in tanto le ramanzine di Giorgetti, che ormai del resto s ' è abituato a questo gio co delle parti, e a Draghi racconta di come spesso Matteo si penta da solo di certi suoi eccessi. Certo, bisogna calcolare bene il punto di non ritorno, " perché la gente " , come ripete Giorgia Meloni ai suoi parlamentari per rassicurarli che la strategia del logoramento verso l ' amatissimo rivale funziona, " si stanca presto di chi sta al governo facendo sempre la voce critica " . Ma in fondo, è un azzardo che va tentato. Un rischio ragionato, appunto. E infatti ai suoi colonnelli Salvini ha già indicato il prossimo fronte di guerra: " Sul Codice degli appalti dobbia mo essere perentori: bisogna adottare la normativa europea, e vedere cosa ne pensano gli europeisti " , se la ride l ' ex ministro. Al punto che Edoardo Rixi già si lancia in un annuncio, scherzando chissà quanto: " Sarà quel la la prossima raccolta firme " , sorride, sapendo che in fondo già nel Pnrr viene indicata la necessità di snellire le procedure adottando le direttive comunitarie del 2014 e rifarsi sul resto alle stringate normative sugli appalti tedesche e inglesi. C ' è un filo, d ' altronde, che unisce la battaglia contro il coprifuoco e quella per la semplificazione delle leggi sugli appalti. " Dobbiamo essere noi il parti to della crescita " , insiste Salvini coi suoi colleghi, opponendosi idealmente al partito dei " valori " incarnato dall ' alleanza rossogialla. E del resto è insistendo su questa linea di faglia che il segretario della Lega ha capito di riuscire a restringere lo spazio di manovra di Enrico Letta. Se ne è convinto anche giovedì, quando ha ricevuto nel suo studio Licia Ronzulli e Antonio Tajani, e insieme a loro ha saldato i legami del " centrodestra di governo " , il che ha significato anche pretendere che i vertici di Forza Italia, privi al momento delle indicazioni chiare di un Cav. costretto ancora in ospedale, richiamassero all ' ordine quella capo delegazione al governo, Mariastella Gelmini, troppo spesso accusata di intendenza col nemico. E non è stato un caso che, proprio mentre si chiudeva l ' incontro a Palazzo Madama, alla Ca mera Roberto Occhiuto, capogruppo assai vicino alla Gelmini, decidesse di assecondare lo strappo leghista sugli ordini del giorno. Né è stata priva di significato, ieri, la visita di cortesia di Salvini a Renato Brunetta, col quale nei mesi passati erano volate parole grosse di reciproco sdegno. Ma a persuadere Salvini della bontà dell ' azzardo, della guerriglia quoti diana, c ' è anche una sintonia sempre maggiore con quel centro fluido da cui un tempo doveva guardarsi le spalle. D ' altronde è proprio stando in maggio ranza che Salvini sa di poter ostacolare qualsiasi ipotesi di ritorno a quel proporzionale che rimescolerebbe carte e confini delle coalizioni. E così, mentre Letta incontrava i leader del Movimento dei repubblicani europei, mercoledì Salvini si scambiava, una volta di più, parole d ' intesa con Matteo Renzi. Che al leghista parlava di quanto fosse folle, per il Pd, " intestarsi la difesa ideologica del coprifuoco " . " Del resto se anche dicessi che il sole sorge a est, loro per puntiglio direbbero il contrario " , ha scherzato Salvini. Di lì, poi, una consonanza di toni e di tattiche d ' Aula, dalla commissione d ' inchiesta sulla pandemia fino alle riaperture. " Tanto sul coprifuoco è già scritto che a metà maggio si dovrà almeno posticipare di un ' ora le chiusu re " , convengono i due leader. I quali sanno che in fondo anche Luigi Di Maio scalpita non poco, all ' ombra di un Giuseppe Conte perennemente in divenire e di un ' alleanza col Pd che fi nora non ha prodotto un accordo neppure su una delle grandi città in vista delle amministrative. E sarà magari una recita fin troppo sbracata, ma anche il corteggiamento spudorato che il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, grillino di complemento, sta ricevendo dal capo del Carroccio, è il segno di un ' attenzione reale, per nulla disinteressata, ai malumori del M5s. Un rischio pure questo, forse. Ma pure questo, evidentemente, ragionato.

Foto: Il leader della Lega, Matteo Salvini, alla Camera (foto LaPresse)