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26/05/2021

Il rinnovo del bando sui migranti fa litigare anche Salvini e Sibilia

Corriere di Verona

Il sottosegretario M5S al leghista: «Posti in meno». E Sboarina attacca Lamorgese
Il fuoco alle polveri della polemica - comunque già innescata - lo ha appiccato ieri il sindaco Federico Sboarina con un messaggio su Facebook: «Il ministro Lamorgese non difende i confini nazionali. Verona non diventerà una zona franca per i migranti clandestini». Riferimento agli ultimi arrivi di migranti e al bando prefettizio per 1.200 posti d'accoglienza. Lo «scorno» così, adesso, è politico. Con tanto di botta e risposta tra due compagini che al governo, se non esattamente a braccetto, comunque marciano insieme. Con il leader della Lega Matteo Salvini che, prendendo spunto proprio dal bando prefettizio di Verona twitta che «con milioni di italiani in grave difficoltà, bloccare ingressi, sbarchi e sprechi è un dovere». E Carlo Sibilia, pentastellato con un triplete da sottosegretario all'Interno confermato nel governo Draghi, che «sommessamente faccio notare che nel 2019 i bandi prevedevano 1825 posti. Quello in questione li riduce a 1200 appunto. Per cui non ci sono posti in più, semmai 625 in meno». Insomma, la questione di quel bando, VERONA raccontato in prima battuta dal Corriere di Verona , arriva a Roma. E, di ritorno, in città. Dove la polemica non solo non si placa, ma viene rilanciata. A salire sulle barricate per quella procedura che viene di consuetudine indetta ogni due anni, è stato il deputato del Carroccio Vito Comencini che ha sventolato una prossima interrogazione parlamentare e la richiesta di «chiarimenti alla prefettura». Quelli che ha già chiesto il sindaco Federico Sboarina, ventilando un probabile «allarme sicurezza». E che gli arrivano, indirettamente, da un'altra pentastellata, la deputata Francesca Businarolo. «Immagino - commenta - che il prefetto gli abbia ben spiegato che il bando pubblicato la settimana scorsa non è altro che il rinnovo del precedente, andato a scadenza, e che non prevede un posto in più. Dunque dov'è l'allarme? ». L'affondo lo dà il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco che commenta con un «mi sembrano offensive nei confronti del prefetto le "rassicurazioni" chieste dal sindaco Sboarina, dal presidente del consiglio comunale Ciro Maschio e dal consigliere regionale Daniele Polato sul rinnovo del bando per i migranti: da quando in qua i prefetti creano zone franche nelle quali non vige la legge?». A ribadire che la matematica non è un'opinione - e non lo può essere neanche per la politica - sono i «diretti interessati». Ovvero il coordinamento degli enti gestori dell'accoglienza. «L'accoglienza sul terr i to r i o ve ro n e s e n o n s t a affrontando nessun tipo di emergenza. - spiegano lapidari -. I numeri delle persone accolte sono in costante calo. Nell'ultimo anno in molti hanno lasciato le strutture di accoglienza dopo aver ricevuto il permesso di soggiorno. Crediamo sia evidente, da questi dati, che la prefettura e il ministero non prevedano nessun massiccio arrivo sulla nostra provincia, ma semplicemente hanno il dovere di ripetere le procedure di gara che scadono ogni 24 mesi: il nuovo bando cerca sistemazione per i 1.192 richiedenti asilo già presenti sul territorio, con un discostamento di posti nuovi pari a 8 unità su 1.200 posti». Punto. Angiola Petronio

Foto: I numeri


Foto: ● Nel bando della prefettura di due anni fa erano richiesti nel Veronese 1.900 posti. Ora, nel 2021, i posti richiesti sono 1.200 totali.


Foto: La ripresa degli sbarchi Alcuni migranti approdati nei giorni scorsi a Lampedusa


Foto: ● Le persone attualmente presenti nei centri di accoglienza sul territorio veronese sono 1.192, a fronte delle 1.720 presenti nel 2019.