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30/06/2020

Il rilancio turistico del Veneto affidato a una grande «V»

Il Trentino - PAOLO TESSADRI

V come Venezia. Ma anche come Verona, Vicenza, RoVigo. Ecco il piano di comunicazione
Una grande "V": ecco il brand per il rilancio turistico della Regione Veneto. "V" come Veneto, "V" Venezia: un marchio riconoscibile a livello internazionale. La Regione Veneto ha predisposto il suo piano di comunicazione per il rilancio del settore turistico, ideato dall'agenzia milanese Moving. Tutto fa capo alla ventesima lettera dell'alfabeto: "The land of Venice", "The mountain of Venice", ma anche "V" di Venezia, Verona, Vicenza, TreViso, RoVigo. Secondo i promotori l'elemento di richiamo è la città lagunare e le immagini saranno rigorosamente del territorio: dall'Arena alle Ville Palladiane, dalle colline del Prosecco ai fenicotteri in Polesine. Tutto marchiato col bollino rosso "safe area". Nessun utilizzo del contrassegno "Covid free": potrebbe dimostrarsi un boomerang. Un piano di comunicazione da 2,3 milioni di euro, una "cifra mai stanziata prima", assicura l'assessore regionale al turismo, Federico Caner, che punta con decisione su social, influencer e brand. Un programma che sembra assomigliare molto al lancio di un prodotto commerciale. Il turismo in Veneto è la prima industria della regione e vale 18 miliardi di fatturato, "siamo la prima regione turistica d'Italia", spiega Luca Zaia, governatore del Veneto. "Su 70 milioni di presenze l'anno", precisa Caner, "50 milioni sono stranieri e due/terzi sono di lingua tedesca". La parola d'ordine è: investire sui mercati internazionali. Ma con la crisi si sono persi 35mila posti di lavoro nel turismo in Veneto. Secondo un sondaggio della Regione, l'80 per cento dei veneti quest'anno trascorrerà le ferie in Veneto. C'è anche la collaborazione con le altre regioni: una campagna pubblicitaria ideata con Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia a sostegno delle spiagge dell'Alto Adriatico. Anche qui vi saranno famosi testimonial, a titolo gratuito, assicurano. Anche il sito Veneto.eu è stato rinnovato e si vorrebbe utilizzarlo come piattaforma per le prenotazioni online, viste le difficoltà Booking.com. Dei 2,3 milioni di euro, 350 mila saranno investiti sui social network, perché, commenta Caner, "le fiere stando perdendo forza. Stampa e televisione restano fondamentali ma abbiamo deciso di investire molto sui social", puntando sugli influencer sopra i 250 mila follower ma anche tra i 20 e i 100 mila fortemente targettizzati", per promuovere così food, bike, vela, tra il resto, "coinvolgendo gli utenti con concorsi e premi". In vista l'arrivo dell'ordinanza per discoteche, spettacoli, teatri, sagre, manifestazioni, cinema e casinò. Per l'Arena di Verona e la Mostra del cinema di Venezia "l'idea è di garantire un posto occupato e uno no, mantenendo il metro di distanza per gli spettacoli all'aperto", chiarisce Zaia. Intanto il governo ha stanziato 325 milioni di euro per i Giochi 2026. Ma non solo comunicazione: sono previsti anche bandi per finanziare progetti d'impresa, digitalizzazione del business e ammodernamento delle strutture ricettive. Lo stanziamento è di 15 milioni di euro, "niente soldi a fondo perduto: il primo bando sarà dedicato al confinanziamento fino all'80 per cento di progetti dei consorzi di promozione e delle reti d'impresa". Per il rinnovo delle strutture sono già stati assegnati sei milioni di euro, ma già esauriti, il capitolo sarà quindi rifinanziato. Un altro bando riguarderà l'innovazione e la digitalizzazione. Di collaborazione con Trentino e Alto Adige non si parla, per ora. Non solo: per le montagne delle Dolomiti si accenna al brand "the mountain of Venice". Di Dolomiti non c'è traccia. L'assessore al turismo precisa, tuttavia, che "Belluno non ce l'ha ancora ma sono già al lavoro sul brand" le montagne di Venezia. Ma il marchio delle Dolomiti non è già riconosciuto e spendibile a livello internazionale?