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19/06/2019

Il Riesame decide su Bocci

Corriere dell'Umbria

Discusso il ricorso dell'ex segretario del Pd umbro contro la mancata scarcerazione Inchiesta sanità
di Francesca Marruco PERUGIA • Bocci spera in una pronuncia positiva da partedei giudici del tribunale del Riesame. E, di conseguenza, in una fine anticipata della sua misura cautelare agli arresti domiciliari che, al momento, ha efficacia fino al prossimo 10 luglio, dopo la recente proroga di un mese concessa dal gip Valerio D'Andria. Il collegio del tribunale della Libertà - presidente Giuseppe Narducci, a latere Alberto Avenoso ed Emma Avella - si è riservato una decisione che potrebbe arrivare già nelle prossime ore. La difesa dell'ex segretario del Pd umbro - i professori David Brunelli e Alessandro Diddi - ha fatto ricorso al Riesame dopo che il gip aveva lasciato Bocci ai domiciliari nonostante l'interrogatorio reso al giudice. Gli stessi legali hanno presentato appello due giorni fa contro il provvedimento di proroga della misura cautelare, emessa sempre da D'Andria. L'udienza, dinanzi al Riesame potrebbe essere fissata entro un paio di settimane al massimo. Infine, sono sempre i giudici a dover depositare le motivazioni che li hanno portati a ritenere sussistente l'associazione per delinquere e la necessità, che di fatto non si concretizzerà, di rimettere l'ex assessore Luca Barberini ai domiciliari. L'inchiesta sui concorsi truccati all'ospedale di Perugia che ha costretto Catiuscia Marini ad abbandonare anzitempo il suo scranno da governatrice, ha raso al suolo la dirigenza del nosocomio e ha cambiato volto al Pd regionale nei prossimi giorni sarà principalmente scandita dalle pronunce e dalle spiegazioni del Riesame. Ma non solo, entro poco infatti, l'ex direttore Emilio Duca, verrà nuovamente interrogato in Procura dai pm titolari dell'inchiesta, Paolo Abbritti e Mario Formisano. Nel mentre, i magistrati stanno mettendo insieme i pezzi del puzzle per sottoporre al giudice la richiesta di rito immediato e accelerare per portare velocemente a casa una qualche conclusione. Parallelamente, gli uomini della guardia di finanza diretti dal colonnello Danilo Massimo Cardone, stanno proseguendo negli accertamenti del filone appalti che non è ancora emerso fino in fondo. Nella prima pronuncia del Riesame, ormai di oltre un mese fa, i giudici avevano evidenziato il "peso del potere esercitato" e la "capacità a delinquere" di Gianpiero Bocci. Gli stessi avevano bollato come "elevatissimo" il pericolo di inquinamento e alterazione delle indagini "in ragione della capacità che Bocci ha dimostrato di acquisire notizie dettagliate sulle attività di indagine in corso". "Deve segnalarsi - stava scritto ancora nelle motivazioni al no alla scarcerazione per Bocci, Duca e Valorosi - che ad oggi non risultano ancora individuati i pubblici ufficiali che hanno fornito le notizie coperte da segreto investigativo". Chissà se oltre un mese dopo riterranno non più esistenti le esigenze cautelari.

Foto: In primo piano


Foto: L'ex segretario del Pd umbro, Gianpiero Bocci (a sinistra), il pm Paolo Abrritti (foto a destra) e, in fondo, i legali David Brunelli e Alessandro Diddi


Foto: (foto Belfiore)