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27/07/2021

Il ricorso al Tar non blocca le opere del Recovery e quelle cofinanziate Ue

Il Sole 24 Ore - G.Tr.

Pnrr e appalti
Basterà il marchio del Recovery Plan o dei fondi strutturali europei per mettere al sicuro le opere pubbliche dal rischio di essere bloccate dai ricorsi ai Tar. Restano comunque tutelate le imprese: in caso di conflitto, e ovviamente di vittoria del ricorrente, l'impresa che ottiene ragione davanti ai giudici amministrativi non subentrerà nell'opera, ma riceverà un indennizzo economico per equivalente.

Basterà la targa del Pnrr, del piano nazionale complementare o dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell'Unione europea per far imboccare agli affidamenti la corsia preferenziale che li mette al sicuro dal rischio cadute davanti ai Tar. In caso di conflitto, e ovviamente di vittoria del ricorrente, l'impresa che ottiene ragione davanti ai giudici amministrativi non subentrerà nell'opera, ma riceverà un indennizzo economico per equivalente.

La blindatura delle aggiudicazioni è uno dei punti nodali del decreto semplificazioni che dopo il via libera della Camera venerdì sera attende la prossima settimana la ratifica del Senato. «È la garanzia che l'Italia procederà in velocità, senza pregiudicare le legittime tutele per le imprese», sostiene il ministro per la Pa Renato Brunetta. Una garanzia, nell'ottica del governo, rivolta agli operatori economici ma anche ai controllori europei che al rispetto dei tempi di investimenti e riforme legano i bonifici comunitari in base al regolamento della Recovery and Resilience Facility.

L'impianto costruito dal decreto Semplificazioni nella sua versione modificata a Montecitorio ha visto lavorare nella stessa direzione governo e Parlamento. Il gancio normativo è rappresentato dall'articolo 125 del Codice del processo amministrativo (Dlgs 104/2010). La corsia preferenziale è tracciata lì, e riguarda le opere di interesse strategico. In quel caso, il Codice chiede ai giudici di pesare l'interesse del ricorrente con quello dell'aggiudicatore «alla sollecita realizzazione dell'opera», e si prevede appunto l'indennizzo per equivalente invece del subentro in caso di successo dell'impugnazione.

Il governo aveva inserito nel testo originario del decreto una prima estensione di questo meccanismo. Che, in base all'articolo 48, sarebbe stato applicato ai lavori pubblici di competenza statale, o comunque finanziati per almeno metà dallo Stato, e di valore superiore ai 100 milioni di euro.

Con un tratto di penna, un emendamento dei relatori a Montecitorio ha cancellato questo limite, aprendo la corsia preferenziale a tutti gli affidamenti collegati alla galassia del Pnrr e alle sue costellazioni.

La mossa è stata dettata dall'esigenza di allineare questo meccanismo alla geografia del Recovery italiano, che vede in programma molti interventi affidati direttamente a Regioni ed enti locali. I soli Comuni sono investiti direttamente da progetti per circa 30 miliardi, e il conto sale a 61 miliardi secondo le ultime stime Ifel se si considerano tutti gli interventi che intrecciano le competenze locali.

In questa chiave, la norma nella versione uscita dalla Camera promette di rappresentare una delle novità più rilevanti sulla foresta dei ricorsi che fin qui ha imprigionato il sistema degli appalti, e che in passato ha prodotto più di un tentativo anti-contenziosi naufragato però prima di vedere la luce. Perché oltre a intervenire sul risultato delle impugnazioni, che tutela i diritti del ricorrente sul piano economico ma senza ipotecare i tempi di realizzazione dell'opera con le complicazioni rese inevitabili dal passaggio di consegne fra i due litiganti, l'articolo 125 del Codice chiede ai giudici di pesare con attenzione l'interesse delle imprese uscite perdenti da una gara d'appalto con quelle delle amministrazioni (e quindi delle comunità amministrate) che hanno affidato i lavori: con un bilanciamento che in realtà dovrebbe riguardare tutti i giudici, perché ogni opera ha un valore "strategico" a prescindere dal suo collegamento con il Recovery.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA NOVITÀ

Niente subentro

In caso di vittoria dopo un ricorso al Tar, l'impresa esclusa dall'aggiudicazione non subentra alla vincitrice ma ottiene un indennizzo per equivalente

L'ambito applicativo

Tutte le opere legate a Pnrr, fondone o fondi strutturali Ue


Foto:

ANSA

Opere strategiche. --> Gare targate Pnrr al sicuro dal rischio cadute davanti ai Tar