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06/11/2020

Il ricordo tardivo del direttore dei lavori «Tagliammo il budget di 800 mila sterline»

La Nuova Venezia - Rosario Padovanor.p.

In una drammatica deposizione ha ammesso l'acquisto di materiali infiammabili per ricoprire la torre che prese fuoco
Rosario Padovano/ SAN STINONuovi clamorosi sviluppi negli ultimi giorni dall'inchiesta sulla morte di 72 persone a seguito del rogo della Grenfell Tower di Londra avvenuto il 13 giugno 2017, nel quale persero la vita anche Marco Gottardi di San Stino e Gloria Trevisan di Camposampiero, entrambi architetti. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano di Londra "The Guardian" il direttore dei lavori di ristrutturazione della torre, Peter Maddison, in una recente deposizione ha riferito di essersi solo ora ricordato, dopo molto tempo, di avere partecipato a una riunione di lavoro per decidere come risparmiare 800mila sterline sui materiali da acquistare per il restauro, un fattore, secondo gli investigatori, che portò all'acquista di materiali scadenti e infiammabili e quindi decisivi per l'incendio che distrusse il palazzo. Di ieri era la notizia della sparizione di alcuni documenti indispensabili per fare luce proprio sulle ristrutturazioni eseguite con materiali scadenti; un fatto denunciato dalla famiglia Gottardi che ieri sera aveva in programma un colloquio in videoconferenza con la polizia di Londra che indaga su più fronti: il ritardo e l'inadeguatezza dei soccorsi, il taglio dei costi su un budget per il restauro già inferiore ai termini di legge, il ricorso a materiali scadenti, le omissioni di alcuni stretti collaboratori della stessa Polizia e la reticenza delle multinazionali coinvolte. Nel mirino anche gli amministratori degli inquilini di Kensington e Chelsea: sarebbero stati loro a proporre un prezzo di restauro già basso, appena 9, 2 milioni di sterline; cifra tagliata ulteriormente appunto di 800 mila sterline a seguito di una riunione cui prese parte, nel marzo 2014, il teste convocato pochi giorni fa, Peter Maddison, il direttore dei lavori di restauro, che ha chiesto scusa alle vittime incalzato dall'avvocato dell'inchiesta Richard Millett. Quando fu chiamato a testimoniare, dopo il disastro, non aveva fatto alcun accenno al vertice a cui aveva partecipato nel marzo 2014 con i costruttori Rydon con l'obiettivo di tagliare i costi della ristrutturazione, per il quale si ipotizza la violazione delle norme britanniche sugli appalti. Lì si decise di sostituire il rivestimento di zinco con pannelli compositi in alluminio, che tre anni e tre mesi più tardi sarebbero diventati il principale vettore di propagazione delle fiamme. «Giuro che non ricordavo di avere preso parte a questa riunione. Il progetto è stato consegnato rispettando un budget». L'avvocato Millett lo ha gelato. «Signor Maddison, il fatto che il progetto sia stato consegnato rispettando il budget non è stato di grande aiuto, visto quanto poi accadde all'edificio». Infine l'avvocato ha chiesto al teste: «Non ritiene che ci sarebbe stata una differenza in termini di qualità o prestazioni quando si prese in considerazione di sostituire i pannelli di zinco con quelli in alluminio?». La risposta di Maddison è rimasta avvolta nella nebbia. «Non ricordo di avere avuto una conversazione specifica su questo argomento. Il presupposto è che tutti i materiali proposti dai progettisti fossero conformi ai regolamenti edilizi e alla legge». --© RIPRODUZIONE RISERVATA