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04/05/2021

Il ricordo delle sigle sindacali: «Sei persone hanno perso la vita mentre facevano il loro lavoro»

QN - Il Resto del Carlino

Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil vogliono ricordare coloro che hanno perso la vita facendo il proprio dovere. I dati Inail per il 2020 evidenziano nel Piceno un calo, in termini assoluti, sia degli infortuni (-21,5%) sia delle malattie professionali (- 24,4%) rispetto al 2019. Un decremento che è conseguenza, in larga parte, «del blocco e della contrazione delle attività produttive verificatesi a causa dell'emergenza sanitaria da marzo 2020 in avanti», hanno spiegato i sindacati. «Più drammatico è invece il bilancio degli infortuni con esito mortale, con 6 lavoratori che nel corso del 2020 hanno purtroppo perso la vita svolgendo il proprio lavoro». Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito che «la salute e sicurezza dei lavoratori viene prima di ogni altra cosa, a partire dal profitto. Al di là dell'emergenza sanitaria, gli infortuni e le malattie professionali non sono scomparsi così come le loro cause principali tra cui l'eccessiva precarietà, la mancanza di formazione adeguata, appalti e subappalti in deroga alle norme minime, risorse ridotte per l'attività di prevenzione». Cgil, Cisl e Uil chiedono quindi che vengano «estesi e prorogati i comitati di sicurezza aziendali, che continui ad avere efficacia il principio di sospensione di attività per le imprese che non rispettano la normativa in materia di salute sicurezza, in continuità con i protocolli nazionali adottati, e che vengano incentivate le imprese virtuose». Sul Recovery plan hanno detto che investimenti e risorse vanno destinati «a un nuovo modello di sviluppo e di produzione che abbia come elemento centrale il lavoro di qualità. Alle imprese chiediamo quindi investimenti maggiori in salute e sicurezza sul lavoro e nei luoghi di lavoro, anche rispetto alla formazione in particolare nel settore degli appalti. Alle istituzioni, in particolare alla Regione, chiediamo un rafforzamento della vigilanza da parte dell'Asur nei luoghi di lavoro attraverso controlli concreti ed efficaci supportati da risorse umane ed economiche adeguate e certe. Richiedere con forza che vengano garantite salute e sicurezza sul lavoro e nei luoghi di lavoro è una battaglia di civiltà che riguarda l'intero Paese».