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10/08/2018

Il rettore: gli architetti sbagliano Il nostro bando non si cambia

Il Centro

i mega appalti contestati
Università e Zooprofilattico respingono le accuse sulle gare per ex manicomio ed ex mattatoio Di Pasquale: «Questi progetti fanno ripartire l'economia cittadina, cerchiamo di essere positivi»
di Antonella Formisani TERAMO Università e Zooprofilattico non ci stanno. L'accusa di aver «eluso la legalità» nei bandi, rispettivamente, per la "cittadella della cultura" nell'ex manicomio e per i laboratori nell'ex mattatoio ha causato la forte reazione del rettore Luciano D'Amico e della presidente dell'istituto zooprofilattico Manola Di Pasquale. In entrambi i casi a muovere le accuse sono stati due organi che fanno capo a tecnici interessati alla progettazione: per l'ex manicomio il Consiglio nazionale degli architetti, per l'ex mattatoio la Fondazione Inarcassa, organismo che tutela architetti e ingegneri. Al concorso di idee per la progettazione della "cittadella della cultura" gli architetti impuntano sostanzialmente che non c'è premio per il vincitore e che nel bando non viene esplicitato con certezza che la progettazione (dal valore di 3,5 milioni di euro) sarà affidata a chi vince, come invece prevede la legge. Il Consiglio degli architetti annuncia intanto un ricorso all'Anac se entro 15 giorni non saranno sanate quelle che a suo giudizio sono criticità e poi anche azioni giudiziarie. «Leggo con stupore le osservazioni del Consiglio nazionale degli architetti, stupore dettato dalla distanza siderale tra la rilevanza dell'operazione per la città e per il territorio e il goffo tentativo di accampare gli interessi egoistici di singoli partecipanti che reclamano un sorta di "premio obbligatorio per tutti"», esordisce Luciano D'Amico, «L'ateneo manterrà il bando che reinvierà oggi stesso all'Anac unitamente al carteggio ricevuto, anticipando in questo l'azione del Consiglio nazionale innanzitutto perchè non ha nulla da temere sul bando, in secondo luogo perchè non tollera di essere destinatario di larvate "minacce" di "invio all'Anac". L'ateneo si riserva tutte le azioni legali a tutela non solo del corretto iter del bando ma anche a tutela del suo prestigio alla luce delle dichiarazioni rese dal presidente dell'Ordine degli architetti di Teramo circa una presunta elusione "della legalità da parte di chi, invece, dovrebbe tutelarla "». Aggiunge infine il rettore che il corrispettivo previsto di circa 3,5 milioni per la progettazione non può essere considerato un "compenso minimo" e sottolinea che la gestione di risorse pubbliche «richiede rigore ed oculatezza che sono in contrasto con la distribuzione di fantomatici premi non previsti dalla legge». Il presidente dello Zooprofilattico Manola Di Pasquale risponde invece sull'appalto da 7,5 milioni per il riutilizzo dell'ex mattatoio e in particolare per la parte relativa all'affidamento dell'incarico di supporto tecnico al Responsabile unico del procedimento (Rup) il cui obiettivo è individuare un professionista che sarà retribuito con 99.407 euro (più di 81mila al netto di oneri previdenziali e fiscali). «Il nostro obiettivo», spiega Di Pasquale, «è individuare un professionista esterno di supporto al Rup perchè noi non abbiamo tecnici nel settore. La parcella è calcolata sulle prestazioni che il consulente deve fare: parte dell'attività viene svolta infatti all'interno dell'istituto. L'importo può apparire basso ma non lo è, abbiamo applicato il tariffario in vigore». La presidente sottolinea l'importanza degli appalti che stanno partendo con il Masterplan: «E' importante che a Teramo e in tutto l'Abruzzo si è riattivata l'attività di infrastrutturazione. Si tratta di appalti per strutture che hanno effetti positivi non solo sull'attività di ricerca dello Zooprofilattico e dell'Università ma che hanno un effetto benefico su tutta la microeconomica che ruota intorno alle gare d'appalto: per i professionisti ma anche per le imprese edili e piccoli artigiani. Cerchiamo di essere positivi e non negativi e lavoriamo insieme per lo sviluppo del territorio. Nessuno vuole ledere gli interessi di nessuno». Di Pasquale conclude sottolineando che lo Zooprofilattico «mostra una massima apertura e la disponibilità a un incontro appena l'istituto riaprirà».

Foto: Il rettore Luciano D'Amico illustra le idee per il recupero dell'ex manicomio e a sinistra la presidente dell'istituto zooprofilattico sperimentale d'Abruzzo e Molise Manola Di Pasquale insieme al direttore Mauro Mattioli

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