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09/07/2020

il retroscenaMario De Fazio / GenovaLa nuova Diga …

Il Secolo XIX - Mario De Fazio

il retroscenaMario De Fazio / GenovaLa nuova Diga foranea del porto di Genova, il raddoppio ferroviario di ponente, il Nodo ferroviario di Genova e la Pontremolese sulla direttrice La Spezia-Parma. Quattro opere decisive per il sistema infrastrutturale ligure su cui, in attesa della definizione dell'elenco ufficiale, il governo giallorosso ha trovato la quadra per inserirle nel pacchetto di interventi su cui sarà applicato il "modello Genova". E, ancora, altre opere come la Gronda, il Terzo Valico e il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Genova, inserite tra le 130 opere considerate strategiche dal piano Italia Veloce stilato dal ministero dei Trasporti, ossatura del decreto Semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri all'alba di ieri. Modello Genova per le opere liguriC'è molta Liguria nel pacchetto presentato ieri dal premier Giuseppe Conte e dalla ministra Paola De Micheli. Praticamente tutte le grandi opere di cui si discute da anni sono finite nel piano del Mit. Un provvedimento che, sulle infrastrutture, prevede due livelli: un cerchio più stretto, in cui si applicherà il modello Genova, e uno più ampio, in cui sono confluite le opere definite prioritarie per il Paese. La differenza sostanziale tra i due livelli è la figura del commissario: così come avvenuto a Genova dopo il crollo del Morandi, il governo ha deciso di dare la possibilità di commissariare alcune opere che presentano «problematiche progettuali o giuridiche» come ha detto De Micheli. L'elenco delle opere (circa 40) che possono seguire questo modello non è ancora definito. Ma un primo accordo politico tra le forze di maggioranza sarebbe già stato raggiunto. Oltre le quattro citate, rientra anche la possibile ristrutturazione della caserma Ilardi in via dei Mille, sede del commissariato Foce-Sturla. A darne conto è la deputata Raffaella Paita, che ha rappresentato Italia Viva nel gruppo di lavoro che ha scritto il decreto al Mit. «Con questo atto la Liguria vedrà finalmente realizzate con una procedura rafforzata diverse opere nevralgiche che aspettavamo da tempo - spiega Paita -. Nella lista delle opere soggette a poteri commissariali forti ci sono la Pontremolese, il raddoppio della Genova-Ventimiglia, il nodo ferroviario di Genova, la Diga foranea di Genova. Ho molto apprezzato anche le parole nette del premier Conte sulla Gronda. Ora si proceda nel modo più celere possibile». il capitolo grondaC'è poi l'elenco delle opere considerate prioritarie, ma per le quali è escluso (o non è possibile, in caso di committenti privati) il commissariamento. Tra queste c'è anche la Gronda, legata a doppio filo alla questione della revoca delle concessioni ad Autostrade, citata tra gli esempi di infrastrutture necessarie al Paese direttamente dal premier. Oltre la bretella autostradale del ponente genovese, nell'elenco dei 130 interventi figurano anche il Terzo Valico, il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Genova, il potenziamento delle linee ferroviarie esistenti Torino/Milano-Genova, Milano-Tortona-Genova e Torino-Alessandria-Genova. In questo caso le stazioni appaltanti potranno godere di corsie più rapide per appaltare ed eseguire i lavori, e molti legacci del codice degli appalti verranno sostituiti (per un anno) dalle norme comunitarie in materia. Lo scetticismo del centrodestraResta, ovviamente, il problema dei finanziamenti completi di alcune delle opere, oppure le vicende legate a questioni politiche (come nel caso della Gronda). Un quadro a cui guarda con scetticismo il centrodestra ligure, a cominciare dal governatore Giovanni Toti. «C'è un po' di confusione nell'impianto: si prevedono dei commissari, ma non si affronta nessuno dei nodi che io avevo chiesto da tempo di discutere, ovvero la possibilità di utilizzare un vero e proprio "modello Genova" e attribuire a sindaci e governatori delle regioni quei poteri che sono attribuiti ai commissari straordinari - spiega Toti - E sulla Gronda bene che sia giudicata strategica ma non capisco cosa ci sia da semplificare: c'è da mettere una firma e avviare i cantieri». Sulla stessa linea l'ex viceministro ai Trasporti, il deputato leghista Edoardo Rixi. «È l'ennesima scatola vuota per confondere le acque e non decidere - attacca -. Sulla Gronda non servono decreti, ma solo una firma». --© RIPRODUZIONE RISERVATA