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19/01/2021

Il Recovery Plan sarà un’ atroce beffa?

Gazzetta del Sud

Un coro di reazioni negative sale da Messina:l' area dello Stretto sembra completamente ignorata
La dura presa di posizione dell' Associazione costruttori: «Assurdo non prevedere il Ponte»
LucioD' Amico Politicie deputati di Messina, della Siciliae del Sud: attentia quello che può accadere da qui ai prossimi mesi. Se il Recovery Planè quello che abbiamo letto, se davvero si rivelerà un' occasione irrimediabilmente perduta per i nostri territori, ci si dovrà assumere la responsabilità del più grande fallimento politico degli ultimi decenni.È un messaggio chiarissimo, quello che arriva dalla città. Lo hanno detto, seppur con toni diversi, durante il dibattito televisivo di"Sci ro cco", il talk del venerdì sera in onda su Rtp, rappresentanti di entie istituzioni, dalla vicesindaca Carlotta Previti al presidente della Camera di Commercio Ivo Blandina, fino ai rappresentanti dell' Associazione nazionale costruttori, intervenuti con un documento nel quale si evidenzia la drammatica crisi del settore edile ma si invita la classe politica ad assumere decisioni di vitale importanza per il rilancio dell' area dello Stretto e dell' Isola. La questione (accantonata) del Ponte,l' assenza di idee fortie di visione strategica, il contentino che sembra venga dato in alcuni settori, il mancato ascolto delle esigenze dei territori, le scelte-non scelte su fronti come quello del risanamento delle baraccopoli. Tutto questoè in giocoe sea Roma si barae si truccano le carte, quia Messina significa pagarne le conseguenze peri prossimi decenni. Il presidente di Ance Messina Pippo Ricciardello «esprime la propria profonda preoccupazione per le sorti dell' edilizia, condividendo il pensiero di molti colleghi soprattutto meridionali, di fronte agli ultimi eventi che hanno caratterizzato la politicae le dinamiche interne al comparto delle costruzioni edilizie. Siè sprecata l' occasione del cosiddetto Decreto Semplificazioni invece di eliminare il Codice degli Appalti, che aveva bloccatoi lavori pubblici con un sistema di normee decreti in contrasto tra di loro.I principi di pubblicità, trasparenzae concorrenza sono stati sacrificati nella fase di aggiudicazione sostituendoli con criteri di scelta discrezionale da parte della stazione appaltante senza definire esattamente come si procederà alla selezione ed alla rotazione delle imprese invitate. Si sono già verificati, nel nostro territorio, casi di inviti riservati ad imprese solo di fuori provincia, danneggiando le aziende locali.L' esigenza di accelerare le procedure di individuazione degli esecutori delle opere spinge gli entia scegliere un ristretto numero di imprese, all' interno di liste di fiducia, non solo per gli importi inferiori alla soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro, ma anche per quelli maggiori. Se consideriamol' esistenza di aziende enormi costituite recentemente grazie al massiccio intervento finanziario nel capitale societario da parte di Cassa Depositie Prestiti, avremo, anche nelle gare con procedura ordinaria, la situazione di monopolio vista per le manutenzioni con gli accordi quadro delle reti di trasporto nazionalie non solo». Uno scenario tral' altro- cont inua il presidente di Ance Messina- che, come da me più volte denunciato all' interno del dibattito associativo di Ance in ambito regionalee nazionale, potrebbe degradare, purtroppo, tra pochi anni, in una riedizione di Tangentopoli. Conl' aggravante della statalizzazione, di fatto, del settore edile, visto che le impresea capitale statale faranno le opere pubbliche di maggiori importi, ed il conflitto di interessi creerà distorsioni facilmente prevedibili». E in tutto questo ecco che appare il Recovery Plan, visto come la panacea di tuttii mali dell' economia italiana: «Purtroppo una occasione unica come quella rappresentata dal Piano di interventi della Unione europea- insiste Ricciardello- viene sacrificata sull' altare delle beghe tra partiti politici ed opere di fondamentale importanza come il Ponte sullo Stretto non vengono incluse oppure si utilizza il commissariamento come unico mezzo adatto ad accelerarel' iter che porta alla esecuzione delle opere pubbliche, dimenticandoi danni causati dal tanto decantato modello-Genova. La realtàè chei tempi imposti dall' Europa sono strettissimie non credo che il complesso normativo combinato alla burocrazia italiana siano in grado di consentire che, come richiesto, entro il 2023 siano realizzati una parte dei lavori inclusi nel Recovery, per poi proseguirli prima dei successivi tre anni. Occorreva, invece, investire in modo massiccio nella realizzazione di centri di progettazione esecutiva efficienti, realizzare veramente un sistema informatico integrato di tutto il processo produttivo delle opere pubbliche, snellirei passaggi burocraticie autorizzativie adattare alle norme europee il regio decreto del 1895. Capisco- afferma Ricciardello- che può sembrare una proposta provocatoria, ma, in realtà, quel testo così lontano nel tempo nonè stato mai eguagliato in efficacia da tutte le migliaia di norme che si sono succedute negli ultimi 126 anni nel settore edile». L' Ance, infine, interviene sul Superbonus 110 per cento: «Si tratta di una iniziativa lodevolissima nelle intenzioni, resa maggiormente praticabile nel 2020 dalla possibilità di cessione del creditoa banchee assicurazioni, ma, ancora adesso, per avviare un intervento, occorre predisporre 46 documenti. Un rosario di autorizzazioni, permessi, asseverazioni- precisa Ricciardello- che impedisce, al momento,l' avvio di un importante volano perl' edilizia».

Le impresee la lotta al Covid

lL' Ance fa riferimento anche alla perdurante emergenza Covid: «Il settore dell' edilizia applica, dall' inizio della pandemia, un protocollo condiviso con il Governo, le organizzazioni sindacalie di categoria estremamente rigido per impedire la diffusione del virus sui cantierie luoghi di lavoro, che consente, secondoi Dpcme l' ordinanza regionale vigenti, di svolgere attività anche in zona rossa. Tutti impegni che hanno comportato aggravi di costi, allungamento dei tempi di esecuzionee mancata produzione sui cantieri, non adeguatamente ristorati dai provvedimenti legislativio dai prezziari. Ma siamo comunque disponibilia fare qualunque ulteriore sacrificio per contribuirea sconfiggere il virus».

Foto: L' area dello Stretto La vicesindaca Carlotta Previti tuona: «La bozza del Recovery Plan va cambiata subito»