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02/02/2021

Il Recovery Plan del Governo ha ricevuto critiche …

Il Gazzettino

Il Recovery Plan del Governo ha ricevuto critiche da Confindustria preoccupata sul metodo adottato che non rispetterebbe le linee guida imposte dalla Commissione UE. Anche il Commissario Gentiloni ha ricordato all'Italia che prima di elencare iniziative, infrastrutture e allocazioni di risorse per singoli argomenti, bisogna delineare preliminarmente le riforme richieste come quella della giustizia, del lavoro, della pubblica amministrazione. Leggendo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che nelle 6 macro-missioni, 16 cluster, 48 linee di intervento prevede per l'area infrastrutture per una mobilità sostenibile risorse per 31,9 miliardi, sfuggono però alcuni rilevanti aspetti e cioè, quali siano le condizioni della stato reale delle opere rispetto agli iter procedurali, i costi dei progetti delle intere tratte ferroviarie di alta velocità sulle Reti TEN-T, ed il perché delle previste risorse inferiori rispetto ai costi complessivi preventivati con i tempi di realizzazione della obbligata rendicontazione del 2026. Le linee guida UE ricordano che gli investimenti non debbono essere fine a se stessi, ma inseriti in obbiettivi strategici atti a cambiare il Paese, considerato che il Sistema Europa offre un finanziamento all'Italia, non per un Piano di spesa, ma per un Piano di ristrutturazione, risanamento e rilancio. Non si dimentichi che la Ue conosce bene lo stato in cui versa l'Italia nel comparto delle opere pubbliche. Un comparto che può e deve essere decisivo per riattivare la crescita economica del Paese tramite le risorse del Recovery a condizione che si cancellino le inadempienze dei Dicasteri Ministeriali di quei poteri burocratici che soffocano ogni iniziativa. Ecco l'urgenza di una Riforma per la quale non dovrà più succedere che una Legge di Stabilità 2020 che prevedeva 19 miliardi non ne veda investiti nemmeno uno per mancanza dei Decreti attuativi, oppure che un Decreto sblocca cantieri dell'Aprile/2019 non abbia ancora operativo il regolamento sui contratti pubblici e con l'elenco delle 59 opere commissariate pubblicato con un ritardo di 21 mesi (20 gennaio 2021), opere peraltro ferme ai bandi di gara e con i Commissari scelti tra le Società per i quali il Sole 24ore (24/1/2021) scrive ...non c'è discontinuità: vengono proprio da quel mondo che alla cappa hanno contribuito. Anche del Decreto Semplificazioni del luglio/2020, ad oggi non ci sono ancora i provvedimenti attuativi previsti, mentre la situazione del Codice degli Appalti, secondo l'Ance, è quella che in 3,5 anni sono state apportate ben 547 modifiche con i 62 provvedimenti previsti attuati solo per la metà. Credo che la Commissione Europea si aspetti anche una riforma del settore dei LL.PP., un cambiamento per una maggiore efficienza dirigenziale nell'attivazione dei programmi Europei, del resto non è stata una buona prestazione l'avviamento per 24 miliardi su 54 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione(FSC) 2014-2020, per poi spendere solo 7 miliardi. I progetti da presentare saranno sottoposti al Comitato WBS (Work Breakdown Structure) la cui valutazione sarà molto selettiva nell'analizzare la correlazione delle opere in progetto o con lavori avviati, ecco perché la predisposizione del PNRR dovrà essere impostata con un approccio da modello top/down e magari politicamente partecipato, condiviso tra creditori, azionisti e davvero proiettato verso le prossime generazioni. Per quel che conta, considerato anche il momento di crisi politica del Paese, l'Italia potrebbe chiedere, in base alla modifica della scadenza del 30 aprile 2021 as rule, una proroga di qualche mese a Bruxelles per la presentazione ufficiale del Recovery Plan, come lo ha già fatto l'Olanda. Un po' di tempo in più credo sia opportuno e utile per tutti.
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