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25/02/2020

Il procuratore Zuccaro: «Condotte predatorie che danneggiano il tessuto economico sano»

La Sicilia

GLI INQUIRENTI
CATANIA. «Con quest ' operazione abbiamo fatto emergere un sistema che riteniamo assolutamente infausto per l ' economia nazionale: imprenditori predatori che, convinti di restare impuniti, non assolvono ai loro debiti con l ' erario e con i fornitori per procurarsi del denaro con un duplice scopo: arricchimento personale e alimentare un sistema corruttivo e di rapporti con la mafia». Lo ha detto il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ieri in conferenza stampa. E a proposito dei rapporti con la mafia («che non sono oggetto di questa indagine»), il capo della Procura etnea ha aggiunto che «alcuni anni fa Mimmo Costanzo, dopo iniziali reticenze, si decise ad ammettere che la sua famiglia, prima il padre e poi lui stesso, pagava alla famiglia Santapaola somme di denaro anche cospicue, ma assolutamente irrisorie rispetto a quelli che noi riteniamo essere stati i benefici ricavati da questa " protezione " ». Costanzo e Bosco in passato erano stati posti agli arresti domiciliari, dal 22 ottobre 2015 al 22 marzo del 2016, per corruzione e turbativa nell ' ambi to di due inchieste della Procura di Roma, " Dama nera " e " Dama nera 2 " , su presunte tangenti all ' Anas. La Tecnis è stata in amministrazione giudiziaria dal febbraio 2016 al marzo 2017 perché sequestrata nell ' ambito di un ' inchie sta antimafia della Dda etnea su indagini dei carabinieri del Ros. Il dissequestro fu motivato con la «venuta meno della pericolosità del bene» che, secondo i giudici, era «stato legalizzato» grazie al lavoro dell ' am ministrazione giudiziaria e della Procura di Catania. Tecnis è stata poi venduta a un gruppo campano ma Concetto Bosco e Mimmo Costanzo, secondo la Procura di Catania, «risultano ancora oggi operativi sul mercato attraverso la società Amec srl, costituita alla fine del 2017, con sede a Santa Venerina, che opera nel settore costruzioni generali e delle infrastrutture, con un fatturato annuo dichiarato di 11 milioni». Dalle indagini dei finanzieri del Nef di Catania è emerso che la società sarebbe beneficiaria di un affitto d ' azienda operato da Cogip infrastrutture srl e risulta aggiudicataria di commesse pubbliche: di recente avrebbe vinto un appalto dell ' Anas da 50 milioni di euro. V. R.

Foto: Da sinistra, il ten. col. Francesco Ruis, il procuratore Carmelo Zuccaro, l ' aggiunto Agata Santonocito e i sostituti Fabio Regolo e Alessandra Tasciotti (foto Orietta Scardino)