scarica l'app
MENU
Chiudi
11/12/2018

«Il prezioso patrimonio lavorativo delle manutenzioni va rilanciato»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

FOCUS UN'ASSEMBLEA PUBBLICA SI È TENUTA IERI NEL SALONE DELLA PROVINCIA DI TARANTO
Borraccino: garantire il turn over e provvedere a un piano di formazione del personale sulle nuove unità navali
l «Arsenale di Taranto: urge salvare il prezioso patrimonio lavorativo delle manutenzioni su navi ad altissime tecnologie». Così l'assessore allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino, che ha partecipato, su invito delle Organizzazioni Sindacali e della RSU Marinarsen di Taranto, all'assemblea pubblica che si è tenuta ieri nel Salone della Provincia di Taranto. «Occorre - afferma l'assessore - una svolta netta nella gestione dell'Arsenale di Taranto. Attualmente in Arsenale sono impiegati 1300 dipendenti civili, 200 militari e 200 nel settore degli appalti. Bisogna salvaguardare il ruolo pubblico delle manutenzioni, garantire il turn over e provvedere a un piano di formazione del personale sulle nuove unità navali, tecnologicamente molto avanzate». Con il recente ingresso di Nave Cavour, nei prossimi due anni «avremo - commenta Borraccino - il massimo tonnellaggio di navi mai visto nell'Arsenale jonico per lavori di revisione e ammodernamento; pertanto o si interviene in tempi ristrettissimi con un piano straordinario di assunzioni e di formazione del personale oppure all'Arsenale di Taranto sarà affidato solo il compito di stazione appaltante e di controllo sui lavori, con la conseguente perdita del prezioso patrimonio lavorativo delle manutenzioni su navi ad altissime tecnologie». Il precedente Governo, con la Ministra Pinotti, «aveva avviato - sottolinea l'esponente della giunta regionale - un turn over sbagliato, riversando tutti gli ex militari congedati per motivi di salute negli Arsenali, dove invece occorrono precise qualifiche tecniche. Sbagliato, perché quel personale - a seguito delle patologie per cui è stato congedato - ha gravi prescrizioni che non gli permettono di svolgere attività tecniche a bordo o nelle officine». È necessario, pertanto, che «le parti sociali e le rappresentanze istituzionali e parlamentari - sostiene ancora Borraccino - si facciano carico ognuno per proprio conto del problema e tutti insieme trovino le risorse per un piano di assunzioni già entro il 2019 anche solo di 100 unità, ed uno nel giro di 2-3 anni di altre 250 unità, in quelle qualifiche strategiche che possano garantire l'operatività dell'Arsenale di Taranto». A questo, conclude l'assessore, «vanno affiancati un piano di ammodernamento logistico e un piano di formazione sulle nuove tecnologie per i nuovi assunti».

Foto: MANUTENZIONI L'Arsenale militare marittimo