scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
24/06/2021

Il premier rilancia la sfida sulle riforme: subito giustizia, appalti bis e concessioni

Il Sole 24 Ore - Barbara Fiammeri

L'attuazione
Nel breve periodo attesa la legge sulla concorrenza Rischio ingorgo alle Camere
Mai come stavolta la variabile «tempo» è decisiva per il futuro del Paese. La scommessa è riuscire a rispettare la tabella di marcia messa nera su bianco nel Piano di ripresa e resilienza promosso a pieni voti da Bruxelles. In cima alla lista delle priorità ci sono le riforme, senza le quali il nostro Piano - ha ricordato il presidente del Consiglio - si tradurrebbe in «un annuncio» come altri in passato. Alcune di queste riforme già sono atterrate in Parlamento, come Semplificazioni e Pubblica amministrazione. Altre stanno maturando ma non senza difficoltà. Vedi la Giustizia, il cui approdo in Aula slitta (si rischia di arrivare a metà luglio) per le posizioni divergenti all'interno della maggioranza non solo sul fronte del processo penale ma anche di quello civile, con avvocati e magistrati in rivolta. Draghi anticipa che se ne discuterà nei prossimi giorni in Cdm. La Guardasigilli Cartabia è pronta a presentare proposte di sintesi. La riforma della Giustizia è tra quelle ritenute decisive per l'attuazione del Piano. Cosi come quella per appalti e concessioni. Anche questa da licenziare entro luglio e anche in questo caso le posizioni sono quasi antitetiche. E non solo su gare e procedure di aggiudicazione ma anche sulle concessioni, visto che nel Pnrr viene esplicitato di vietare con la riforma «clausole di proroga e di rinnovo automatico dei contratti».

Tra gli obiettivi da realizzare nel breve periodo c'è anche la legge sulla Concorrenza che la Ue si aspetta produca un taglio dei tempi «per la creazione di imprese» e procedure semplificate per i «contratti per i servizi pubblici locali», come ha sottolineato Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione ha particolarmente insistito sulle riforme manifestando apprezzamento per quella sulla Pubblica amministrazione.«Con la riforma disegnata nel Piano e con le norme già varate su semplificazioni e reclutamento, abbiamo espresso la chiara e ferma volontà di lasciare agli italiani un'eredità strutturale, che vada ben oltre il 2026» ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.

Toccherà ancora una volta al premier trovare la sintesi tra i partiti della sua maggioranza. Contemporaneamente sta però crescendo anche il timore per il rischio "ingolfamento" delle Camere. Sono tanti i decreti da convertire: Sostegni bis, Semplificazioni, Reclutamento, l'assegno temporaneo per i figli minori, il Dl sulla Cybersicurezza, il fondo complementare al Pnrr. Senza contare i provvedimenti sulla Giustizia e gli ulteriori decreti in fase di decollo come quello sui trasporti che avrebbe dovuto essere all'ordine del giorno del Cdm della scorsa settimana e che contiene, tra l'altro, anche delle norme sul codice della strada. Quest'anno gli onorevoli deputati e senatori avranno le ferie contingentate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Barbara Fiammeri