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26/05/2021

Il premier nella morsa dei partiti

La Stampa - MARCELLO SORGI

IL TACCUINO
Alla nascita del governo, tre mesi fa, Draghi aveva sintetizzato il programma nella necessit? di affrontare le tre crisi del Paese: sanitaria, economica e sociale. Se la prima, grazie al successo della campagna vaccinazioni, pu? dirsi sotto controllo, sono la seconda e la terza a premere sull?agenda del governo. Con divisioni come quelle che ieri sono apparse tra sinistra e destra della maggioranza a proposito dello scaglionamento della fine del blocco dei licenziamenti. Il Pd ? evidentemente sotto pressione e le proroghe stabilite la scorsa settimana rappresentano, per il momento, una boccata d?aria rispetto alle richieste dei sindacati (?Vaccinare, non licenziare?, ? la parola d?ordine di Landini e della Cgil), e al fianco sinistro (LeU) che preme e al quale Orlando e Letta non intendono lasciare la difesa ?in toto? di chi rischia di perdere il lavoro. Sul fronte opposto si muove la Confindustria, che d? voce alle molte aziende che avevano gi? preparato piani di ristrutturazione, e il centrodestra che fiancheggia (ma fino a un certo punto) le imprese. Possibile un compromesso, soprattutto sulla distinzione tra le aziende (grandi, medie, piccole) ammesse alle riduzioni di posti (al ritorno, stasera, di Draghi da Bruxelles). Ma le tensioni rimangono e il premier potrebbe ritrovarsi venerd? con una manifestazione sindacale non distante da Palazzo Chigi. Quello dei licenziamenti non ? il solo problema che complica la sua agenda. Ce ne sono altri due. Il primo riguarda le semplificazioni, che, come ha spiegato Salvini alla ?Stampa?, per la Lega devono essere molto forti, a partire dalla cancellazione o quasi del codice degli appalti, al quale invece il Pd non intende rinunciare. Anche in questo caso Letta ? in ascolto delle richieste dei sindacati, di LeU e delle associazioni antimafia, che nella recente celebrazione della strage di Capaci hanno avvertito del rischio di consentire un pi? facile (e pi? permeabile alle infiltrazioni mafiose, dal loro punto di vista) sistema di subappalti. Ma i sindaci Pd dissentono da questa impostazione: una legislazione pi? rigida, dicono, impedisce la realizzazione di opere pubbliche. Infine, ? in arrivo la soluzione per Alitalia: ma anche in questo caso, non indolore, al prezzo di 5800 esuberi. ?