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25/08/2021

Il premier frena Salvini: sobrietà sui profughi

La Repubblica - Concetto Vecchio

La politica
La giornata di Matteo Salvini è iniziata e finita allo stesso modo: con un attacco alla ministra degli Interni, Luciana Lamorgese.
Nel mezzo c'è stato l'incontro con il premier Mario Draghi, non felicissimo per questi continui cannoneggiamenti proprio nel momento in cui Palazzo Chigi chiede unità d'intenti sui rifugiati afghani.
Salvini sa benissimo che la ministra è blindata.
● a pagina 10 roma - La giornata di Matteo Salvini è iniziata e finita allo stesso modo: con un attacco alla ministra degli Interni Luciana Lamorgese.
Nel mezzo c'è stato l'incontro con il premier Mario Draghi, non felicissimo per questi continui cannoneggiamenti proprio nel momento in cui Palazzo Chigi chiede unità d'intenti sui rifugiati afghani.
Salvini sa benissimo che la ministra è blindata, e infatti assicura di non avere chiesto rimpasti, e che la mozione di sfiducia annunciata da Giorgia Meloni dalle colonne de La Verità («la vicenda di Viterbo grida vendetta davantia Dio!», ha detto la leader di Fdi) non ha alcuna possibilità di successo. Eppure insiste, nella sua campagna, proprio per non lasciare troppo campo alla sua rivale nel centrodestra.
È difficile ipotizzare una fine delle ostilità.
Lo si è capito ieri. Non erano ancora le nove del mattino quando Salvini ha dichiarato: «Rave party , baby gang che terrorizzano la riviera romagnola e oggi una nave con bandiera norvegese lascerà 322 immigrati in Italia. Lamorgese dove sei?». Poi ha incontrato l'ambasciatore dell'Afghanistan, Khaled Ahmad Zekriya e quello del Pakistan, Jauhar Saleem, quest'ultimo è stato invitato a partecipare al G20. E mentre era a una manifestazione elettorale è stato raggiunto dalla telefonata del premier che lo invitava a prendere un caffè a palazzo Chigi. Chiacchierata di mezz'ora.
Draghi ha invocato una maggiore sobrietà e gli ha spiegato che il governo si batterà per i corridoi umanitari: rappresentano una priorità e l'Italia dovrà parlare con una voce sola.
Ora Salvini ripete da giorni che il Paese non può diventare un campo profughi («non hanno il Green pass e nemmeno il vaccino!»), riecheggiando le parole del premier sloveno Janez Jansa, l'attuale presidente di turno dell'Unione Europea, che ha espresso la sua contrarietà alla creazione di corridoi umanitari per i profughi che stanno scappando dall'Afghanistan.
La posizione di Jansa è quella di Fratelli d'Italia. Nella moral suasion alla moderazione sui rifugiati c'è quindi implicita anche la raccomandazione a non calcare la mano sulla titolare del Viminale, che finora sugli sbarchi ha condiviso le decisioni col premier. Salvini si è detto preoccupato per le potenziali ricadute che la presa di Kabul avrà sul nostro Paese. Teme un'ondata di profughi. E infatti alle 17, a Città di Castello, dove ha presentato il candidato sindaco, è tornato a tuonare: «Il ministro dell'Interno non sta svolgendo il suo ruolo e a dirlo sono i numeri. Siamo a quasi 40mila sbarchi: mi domando come il ministro passi le sue giornate». La Lega le chiederà di riferire in Parlamento: «Se un altro ministro europeo avesse permesso di svolgere un rave party abusivo con migliaia di persone, con droga, morti e feriti per sei giorni nel cuore dell'Italia, non sarebbe più al suo posto».
Nel faccia a faccia non si sarebbe affrontato il caso Durigon, il sottosegretario leghista all'Economia che vorrebbe intitolare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini, il fratello del Duce. Una vicenda che ha avuto echi sulla stampa straniera.
«Non credo che Draghi sia interessato ai nomi del parchi», si è mostrato spavaldo il capo della Lega.
Più il tempo passa e più Durigon si rafforza.
Salvini per il resto ha promesso a Draghi il massimo sostegno a realizzare «le riforme utili all'Italia»: giustizia, taglio della burocrazia, delle tasse, codice degli appalti e la riforma pensionistica, che immagina «non penalizzante». Il 31 dicembre scade quota 100, e alla nuova legge sta lavorando anche il sottosegretario Durigon. E poi «ci sono da sbloccare 60milioni di cartelle di Equitalia». Il capo della Lega, preoccupato dagli incendi, ha proposto una modifica per consentire l'immediata messa a dimora di nuove piante sui terreni bruciati e ha contestato la fusione tra carabinieri e corpo forestale, »fatta dal governo Renzi». Ma è sull'immigrazione che vengono i pericoli più insidiosi per palazzo Chigi, con un Salvini, preoccupato dall'ascesa di Giorgia Meloni, eternamente di lotta e di governo. ANSA / ETTORE FERRAR Claudia Greco / AGF temi sul tavolo 1
Afghanistan Dopo aver sostenuto una iniziale chiusura all'accoglienza dei profughi afghani, Salvini ha fatto una parziale retromarcia: "Sì a corridoi umanitari per donne e bambini" La ministra Luciana Lamorgese Lamorgese La ministra dell'Interno è da settimane accusata dal leader leghista di aver favorito l'aumento di arrivi di migranti. Sotto tiro anche per il rave abusivo nel viterbese Durigon Nel vertice non si è parlato del sottosegretario leghista che ha proposto di reintitolare al fratello del duce il parco di Latina dedicato a Falcone e Borsellino

Foto: Il premier Mario Draghi Matteo Salvini