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30/06/2020

Il premier Conte accelera nella lotta alla burocrazia Mes, Forza Italia minaccia

La Prealpina

GIORNO
Il Decreto Semplificazioni arriverà in Consiglio il 3 luglio
ROMA - Prossima tappa: semplificare e sburocratizzare l ' Italia. Missione concentrata in una sessantina di articoli del decreto Semplificazioni che il governo potrebbe varare alla fine della prossima settimana. Il Consiglio dei ministri ne discuterà il 3 luglio, preceduto da un vertice politico di maggioranza domani. È questo l ' orizzonte più vicino per Giuseppe Conte che stringe i tempi sul provvedimento che potrebbe concedere una deroga temporanea al Codice degli appalti, fino a luglio 2021, oltre a semplificazioni su cantieri e banda ultralarga. Ma se qui un percorso è evidente, è buio pesto sul Mes. Ed è proprio sul fondo per le spese sanitarie messo a disposizione dall ' Europa per quasi 36 miliardi di euro, che si abbatte la minaccia di Forza Italia. Se continuerà lo stallo e il " nì " del premier sull ' uso di quei soldi, «non voteremo lo scostamento di bilancio», è l ' ultimatum di Anna Maria Bernini, capogruppo azzurra al Senato. Il partito di Berlusconi, favorevole al Mes a differenza di Lega e Fratelli d ' Italia, prova così a stanare Conte su un nodo che mette a rischio la maggioranza. Le riserve dei 5 Stelle sugli aiuti europei sono note da tempo. Così come si sa che il Pd è per approfittarne, essendo un prestito più vantaggioso rispetto al fondo salva Stati " standard " , di cui ha beneficiato la Grecia in passato. In mezzo c ' è il presidente del Consiglio, preoccupato - secondo le opposizioni - di non irritare troppo il Movimento. Nel breve, a " inchiodarlo " a un sì o no potrebbe essere il Consiglio europeo del 17 e 18 luglio. Alla vigilia del vertice il premier potrebbe riferirne al Parlamento con un ' informativa, o darne generiche comunicazioni. Nel primo caso, sarebbe inevitabile un accenno al Mes e alla posizione dell ' Italia rispetto al fondo, specie dopo il monito della cancelliera tedesca Merkel all ' Italia perché lo usi. E i nodi verrebbero al pettine ancor di più se fosse citato in una risoluzione della maggioranza, messa poi ai voti dell ' Aula. Se invece prevalesse il silenzio sul Mes, il governo potrebbe continuare a temporeggiare ma dovrebbe resistere alle proteste di Lega e Fratelli d ' Italia che cercano di metterlo in crisi proprio sul Fondo salva-stati. Da qui la miccia lanciata da FI che " baratta " la questione con il voto sulla nuova variazione di bilancio, di 10-20 miliardi, necessaria per sostenere le prossime misure di Palazzo Chigi prima della pioggia di soldi di Bruxelles che arriverà solo nel 2021. «Forza Italia non è disponibile a votare a scatola chiusa il terzo scostamento di bilancio», è l ' avviso dell ' altra capogruppo parlamentare di FI, Mariastella Gelmini, che aggiunge: «O il governo ci dice per cosa servono queste risorse o altrimenti l ' indebitamento ulteriore del Paese se lo vota solo la maggioranza». Sulla posizione degli azzurri pesa il silenzio di Conte sull ' incontro con le opposizioni, annunciato dopo gli Stati generali ma scomparso dall ' agenda, come rimarca Bernini. Intanto nel centrodestra sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni insistono sul «no» al Mes. E facendo leva sulla comune opposizione al «fondo-trappola», il leghista tenta ancora i 5 Stelle ribadendo il suo benvenuto ai prossimi parlamentari trasfughi, dopo quelli passati di recente alla Lega: «Noi non andiamo a cercare nessuno e a offrire niente. Se qualcuno bussa alla porta della Lega e dice " Vorrei dare una mano per l ' Italia " le porte sono aperte», ripete a Lucia Annunziata. Nel frattempo Luigi Di Maio rilancia e traccia il prossimo traguardo: dopo aver ricordato che dal primo luglio sarà effettivo il taglio del cuneo fiscale che riguarderà 16 milioni di lavoratori, annuncia la sfida successiva: «Una grande e ambiziosa riforma fiscale che dovrà interessare tutti sottolinea l ' ex capo politico del M5s su Facebook - perché il tema delle tasse esiste e va affrontato con coraggio». E sentenzia: «È l ' unica strada da intraprendere per sostenere famiglie, lavoratori e imprenditori». A destra, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Qui sopra, Matteo Salvini, ieri in visita a Codogno (foto Archivio e Ansa) Gli azzurri chiedono il sì al fondo europeo in cambio del loro voto sul bilancio Matteo Salvini e la fuga dai 5 Stelle: «Nessuna offerta ma apriamo a chi bussa»