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20/03/2021

«Il Ponte è fuori dal Recovery»

Gazzetta del Sud

A dichiararlo il ministro dei Trasporti Giovannini secondo il quale non ci sonoi tempi per inserirlo nel Piano
Dichiarazioni destinatea spaccare il variegato fronte che sostiene Draghi Giovannini: «Ho chiesto integrazioni al lavoro della Commissione, quando avremo completato il rapporto, lo renderemo pubblico e avvieremo il dibattito»
LucioD' Amico «Il collegamento stabile sullo Stretto non rientra nel Recovery Plan». Così parlò Zarathustra, alias Enrico Giovannini. Niente toni" profet ici", in realtà, solo «un approccio concretoe non ideologico alle questioni che sono sul tavolo del Governo». Ma quella che arriva dal ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile (si chiama così ora il suo dicastero) è, in ogni caso, una doccia gelata per le speranze di chi ritenevachequella delRecoveryFund fosse un'occasione straordinaria per realizzare il Ponte sullo Stretto. Giovannini dicee non dice, esclude e non esclude. Nel corso dell' intervista rilasciataa" War Room" di Enrico Cisnetto, ribadisce che si sta procedendo in questi giornia una parziale riscrittura della bozza del Piano lasciata in eredità dal Governo Conte. Di tuttii fondi destinati alle infrastrutture, assicura il ministro, il 58% andrà al Sud. Poi, il chiarimento: «Nel Piano devono essere inseriti progetti definitie le opere devono essere non solo completate ma rese operative, cioè fruibili dai cittadini, entro il 2026. Il progetto del collegamento stabile nello Strettoè fuori perché non ci sarebbe stato modo, anche volendo, di metterlo in esercizio entro il 2026». Questo non vuol dire che si chiude qui la discussione. Anzi,è il contrario. «La Commissione di esperti istituita dall'ex ministra De Micheli per affrontare il tema del collegamento tra Sicilia e Calabria sta completando il suo lavoro, io stesso ho chiesto delle integrazionie una volta che il rapporto sarà definito, ci sarà un dibattito pubblico». In questo scenario, Giovannini raccomanda un approccio sereno sull'argomento: «C'è bisogno di prendere visione del rapporto della Commissione prima di dibattere sui proe contro delle soluzioni». Forse anchea mo' di contentino, Giovannini poi sottolinea come nel Piano nazionale sono stati previsti investimenti per il potenziamento e l' elettrificazione delle banchine dei porti di Messinae di Reggio Calabria. Ma cosa ha chiesto il ministro alla Commissione? Quali sono le integrazioni di cui parla?L' esponente del Governo Draghi ha invitatoi tecnicia studiare anche eventuali soluzioni volte al miglioramento dell' attuale situazione, nell' ipotesi dunque di continuare nell' att raversamento non stabile dello Stretto, con rafforzamento del sistema delle stazioni ferroviariee dei collegamenti marittimi (le navi dei privatie quelle del Gruppo Fs). Questo aspetto Giovannini lo ha evidenziato nel corso dell' audizione, alle Commissioni Bilancioe Politiche Ue del Senato. Le sue dichiarazioni rischiano, però, di provocare reazioni all' interno della variegata maggioranza che sostiene Draghi. Il leaderdella Lega Matteo Salviniè molto meno" attendista" di Giovannini: «Noi contiamo che nei prossimi giorni il Consiglio dei ministri approvi 58 commissari per 58 grandi operee poi siparta per far viaggiarel' Italia. Dalla Gronda al Ponte sullo Stretto, siamo qui per sbloccare il codice degli appalti. Nonè più il momento dei no. Il Ponte sullo Strettoè un' opera strategica, darebbe una grande immagine dell' Italia nel mondo. Il costo sarebbe di gran lunga ripagato dagli introiti».E la deputata messinese di Forza Italia Matilde Siracusano non ci sta: «Lasciare la realizzazione del Ponte sullo Stretto fuori dal Recovery Planè un errore gravissimo, che andrebbea colpire in modo drammatico il Mezzogiorno, condannandolo definitivamente ad un ritardo infrastrutturale incolmabile nei confronti del resto del Paese. Le risorse del Recovery servono per finanziare la costruzione di strade, autostradee alta velocità? Benissimo, siamod' accordo. Ma una parte di esse (per le operea terra), assieme ai fondi strutturali europei, andrebbe impiegata in una grande opera di collegamento stabile tra Siciliae Calabria. Il ministro Giovannini la pensa diversamente? Che ci sia allora una decisione collegiale, che coinvolgal' intero Governo. Oltretutto gran parte dei parlamentari che compongono la maggioranza hanno appena costituito un intergruppo proprio per il Ponte sullo Stretto di Messina.E seè vero che questo esecutivo vuole ripristinare la centralità del rapporto con in Parlamento, questoè un dettaglio che non può essere trascurato né liquidato velocemente con una secca bocciatura. Tra gli obiettivi dei prossimi anni il premier Draghi ha annoverato la crescita, anche del Sud,e una vera transizione ecologica. Per raggiungere entrambi questi traguardi la realizzazione del Ponte sullo Stretto nonè un' opzione,èl' unica scelta di buon senso da fare,e anche subito».

Foto: L' area dello Stretto Il ministro parla solo di potenziamento di portie stazioni...