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28/01/2021

Il Polo agroalimentare resta un sogno Doveva essere inaugurato nel 2019

Il Tirreno - Giovanna Mezzana

La provincia di Grosseto non ne ha ancora affidato la gestione né c'è traccia del bando per approntarne la sede a Rispescia
Giovanna Mezzanagrosseto. Si riaccendono i riflettori sul Polo agroalimentare di Rispescia, quel grande progetto di cui si parla da una decina d'anni, che avrebbe dovuto realizzare la provincia di Grosseto, e che - se solo fosse diventato realtà - avrebbe riconosciuto al capoluogo della Maremma l'attributo di industria toscana del settore primario, con tutti i benefici effetti che ne sarebbero conseguiti. E invece il nome del potenziale gestore del Polo è ancora chiuso in una busta che sarà aperta tra una quindicina di giorni, mentre è ancora da giocare la partita per la messa a punto della sede che deve trovare posto nelle strutture aziendali della Tenuta di Alberese -Centro aziendale di Rispescia, in località ex Enaoli, di proprietà dell'Ente Terre Regionali Toscane. alla ribaltaRispondendo ad altri solleciti al presidente della provincia di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e al presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda, l'assessore regionale all'economia Leonardo Marras si dichiara «molto preoccupato» sul futuro del Polo; ne è passata del resto di acqua sotto i ponti da quando c'erano più di due milioni e mezzo di euro pronti lì, tra risorse regionali e ministeriali, per realizzarlo. A che punto siamo se lo chiedono anche i consiglieri provinciali Pd (leggi servizio sotto) con un'interrogazione inviata a Vivarelli Colonna. è il 2012, si parteÈ luglio 2012 quando il consiglio regionale approva il cosiddetto Prse - Programma regionale di sviluppo economico - che individua tra gli obiettivi strategici su scala regionale la collocazione in provincia di Grosseto di un Polo per l'industria e la trasformazione agroalimentare. In sostanza Firenze decide che la Toscana deve avere un polo agroalimentare di status regionale e che tale polo deve nascere a Grosseto. Individua anche dove: in seno all'Azienda regionale agricola di Alberese. tante risorseInsomma, anche assumendo una prospettiva politico-economica fiorentinocentrica, nel 2012 la Maremma non è messa nel dimenticatoio: è valorizzata per le sue peculiarità. Tascorre un anno e mezzo e Firenze stanzia anche risorse; con un decreto - il n. 214 del 28 gennaio 2014 - la Regione approva il quadro economico per il Polo individuando un contributo a proprio carico da un milione e 719mila euro (su un investimento complessivo ammesso di due milioni e 552mila euro); nel giro di breve arriva anche un'assegnazione di 839mila euro del ministero dello sviluppo economico. Nel 2014 ci sono più di due milioni e mezzo di euro per il Polo di Rispescia. Chi deve realizzarlo? La provincia di Grosseto che beneficerà dei contributi. passa il tempoTrascorrono quattro anni e mezzo, nel corso dei quali Marras ha concluso il suo mandato alla guida della Provincia (2014), prende il suo posto per reggenza Emilio Bonifazi (2014-2016), quindi viene eletto Vivarelli Colonna (nel gennaio 2017). Arriva l'estate 2018, è luglio la Regione e la Provincia firmano un protocollo d'intesa per la realizzazione e la gestione del Polo, nel quale si legge che «il termine per la realizzazione del Polo è previsto per il 15 ottobre 2019», cioè 15 mesi prima il primo caso di contagio da Covid in Italia, detto per inciso e anticipatamente nel caso in cui qualcuno volesse imputare i ritardi della realizzazione del progetto all'emergenza sanitaria. il bando, finalmenteNel marzo 2020 la provincia di Grosseto pubblica un bando di selezione per individuare il soggetto gestore del Polo per l'industria e la trasformazione agroalimentare toscana, come previsto dal protocollo d'intesa firmato con la Regione. Non si fa avanti nessuno. E così a giugno 2020, il segretario generale dell'ente di Palazzo Aldobrandeschi Emilio Ubaldino firma una determinazione per prorogare i termini di quel bando. Tutto tace. Il puntoSi arriva a questi giorni. Il Polo torna di attualità e Il Tirreno chiede all'ente provincia a che punto siamo. Emerge che si è fatto avanti un solo potenziale gestore, «di cui ancora non si conosce il nome, in quanto la busta verrà aperta nelle prossime due settimane». Per altro, come si legge nel protocollo d'intesa Regione/Provincia, l'Ente Terre Regionali Toscana era disponibile ad assicurare la prima gestione dell'infrastruttura. E la sede per cui, presumibilmente, bisognerà appaltare lavori di recupero e di sistemazione di spazi già esistenti? A quello ci si penserà dopo l'aggiudicazione del bando per la gestione. Insomma, c'è ancora da attendere. - © RIPRODUZIONE RISERVATA