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12/10/2021

«Il Pnrr? Lavoriamo sui raggruppamenti e sulle filiere per essere più forti»

Il Secolo XIX - Gilda Ferrari

GIOVANNI MONDINI Parla il neo presidente di Confindustria Liguria «Le imprese piccole possono unire le forze per partecipare ai bandi»
L'intervistaGilda Ferrari / Genova«I duecento miliardi del Pnrr sono una grande opportunità da cogliere, ma più ancora dei fondi a far voltare pagina al Paese saranno le riforme. Riformare il sistema significa mettere in moto gli investimenti privati, a prescindere dai fondi pubblici». Giovanni Mondini, past president di Confindustria Genova, è appena stato eletto all'unanimità alla guida di Confindustria Liguria.Il bilancio dell'esperienza appena conclusa?«Positivo. Nonostante siano stati anni difficili, credo che il metodo adottato, un'ampia concertazione con tutti i soggetti istituzionali, abbiamo portato a buoni risultati. Un esempio: in questi giorni si sta per chiudere il bando regionale da 18,5 milioni per le aree di crisi non complesse, sono arrivate 88 domande da parte di Pmi per complessivi 40 milioni. Questo significa supportare l'impresa».I primi appuntamenti in agenda da presidente di Confindustria Liguria?«Il mio attuale ruolo è meno operativo del precedente, mi mancherà il rapporto diretto con le aziende, dovrò coltivare quello con le Territoriali per rappresentare le loro istanze in sede istituzionale. Nei prossimi giorni incontrerò i presidenti».Si ha la sensazione che l'industria ligure sia poco intraprendente rispetto alle opportunità del Pnrr. Non dovreste fare sentire di più la voce delle imprese? «Il problema non è essere più o meno intraprendenti. Non si tratta di alzare la voce, ma di capire come funziona il meccanismo. Il Pnrr è un tema della pubblica amministrazione. Per ora è nelle mani del ministro Franco, perché il governo ha scelto di accentrare, scelta per certi versi comprensibile visto l'ammontare delle risorse. Alcune Regioni lamentano una carenza di condivisione e di comunicazione su quelli che saranno i piani per mettere a terra questi investimenti. Ma di fatto il Pnrr è già partito. Il 110% è finanziato con il Pnrr, per esempio: le aziende del settore partecipano, ottenendo ordini se hanno i requisiti. Sulla digitalizzazione molti finanziamenti sono la prosecuzione di Industria 4.0. Via via che i progetti saranno accolti, la pubblica amministrazione dovrà lanciare bandi pubblici per la realizzazione degli stessi e le imprese parteciperanno. Per ora gli enti pubblici hanno presentato progetti di massima, mentre per accedere ai fondi tali istanze dovranno trasformarsi in progetti articolati e puntuali».Ma le imprese liguri, specie le Pmi, sono pronte a cogliere le opportunità che saranno offerte, dentro e fuori la Liguria, dai bandi?«Questo è il tema sul quale lavorare. A questo proposito conto di organizzare a breve un incontro con il presidente della Regione Liguria. Confindustria da sempre supporta le imprese sui bandi pubblici, ma oggi più che mai penso possa essere utile attivare un lavoro di analisi e di monitoraggio capace di incentivare i raggruppamenti di imprese e promuovere le filiere dei territori. Questi temi sono costantemente affrontati in ambito associativo, occorre dare seguito al lavoro».In molti temono che l'Italia non riuscirà a mettere a terra interventi per 200 miliardi di euro.«Sarà in effetti difficile. Io sono convinto che i fondi pubblici siano importanti, ma più ancora lo sono le riforme che il Next Generation Ue ci obbliga a realizzare. Diciamo che è un ricatto costruttivo».Cosa intende?«Per ottenere i 200 miliardi l'Italia deve fare le riforme - giustizia, Pa, concorrenza, fisco - perché se non le fa i rubinetti europei si chiuderanno. Questo è un ottimo stimolo. Le riforme sono quasi più strategiche dei fondi pubblici, perché sono in grado di mettere in moto importanti investimenti privati. Oggi ci sono imprenditori italiani che investono all'estero solo perché in Italia è quasi impossibile farlo».Il presidente del porto di Genova Paolo Signorini ha detto che la diga subirà ritardi.«Signorini ha spiegato con onestà dove risiede il problema autorizzativo. Eravamo tutti convinti potesse partire subito, un ritardo è accettabile, l'importante è andare avanti con determinazione e assicurarsi la copertura finanziaria completa».Pnrr e priorità infrastrutturali?«La Pontremolese, il raddoppio ferroviario Finale-Andora, il tunnel della Val Fontanabuona e il tunnel del Colle di Tenda. La gronda comincio a temere non si farà mai...».E l'aggregazione tra Confindustria Genova e Confindustria Savona di cui si parla da dieci anni si farà?«Spetta ai presidente delle Territoriali decidere. Da presidente di Genova ho lavorato a un'aggregazione - mantenendo i presidi locali, ampliabile anche a Imperia e La Spezia volendo - perché penso che un coordinamento unico possa dare più forza sia in termini di rappresentanza sia di qualità dei servizi offerti». --