scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
13/02/2021

Il pm chiedeva il carcere per Longo e Apicella

La Gazzetta Del Mezzogiorno

«NUVOLE D'ORO » IL PAGAMENTO DI TANGENTI
L'ACCUSA Aver indotto un imprenditore a pagare 35mila euro per sbloccare la liquidazione di tre fatture di pagamento dal Comune Ma ecco perché il gip ha disposto i domiciliari per tutti i 4 indagati «È la misura adeguata a impedire la libertà d'azione che potrebbe far reiterare i reati»
l La Procura chiedeva il carcere per il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Bruno Longo di 65 anni; e il medico in pensione Antonio Apicella di 70 anni; il gip ha invece ritenuto sia per i due indagati sia per gli altri due presunti complici Luigi Panniello , 56 anni, legale rappresentante della «New tec srl» che opera nel settore dei servizi connessi alle tecnologie informatiche; e Antonio Parente , 63 anni, dipendente comunale addetto al servizio informatico che la misura adeguata fosse quella degli arresti domiciliari. I 4 indagati sono accusati di concorso in induzione indebita a dare o promettere utilità per aver indotto il rappresentante legale di una società di Campobasso che si occupa di servizi connessi alle tecnologie informatiche, a pagare 35mila euro in varie tranche per farsi liquidare dal Comune dauno tre fatture per aver svolto servizio di archiviazione informatica dei dati. «La misura degli arresti domiciliari» scrive il gip Dome nico Zeno in conclusione delle 58 pagine dell'ordinanza cautelare notificate 48 ore fa dalla Guardia di Finanza di Bari «si ritiene adeguata per tutti gli indagati, perché impedisce quella libertà di azione che, unica, potrebbe consentire la commissione di altri reati». Nella ricostruzione di Fiamme gialle, pm e gip ci si trova davanti ad un caso di «indebita pressione» annota il giudice «esercitata dal pubblico ufficiale» (il dipendente comunale Parente) «a farsi pagare delle tangenti dall'imprenditore molisano per la liquidazione di fatture emesse in regime di proroga, pagamenti effettivamente avvenuti. Parente si è servito della complicità di un altro pubblico ufficiale, il consigliere comunale Bruno Longo; dell'ausi lio di un faccendiere locale, il medico in pensione Antonio Apicella; e di Panniello che in passato aveva lavorato per conto dell'imprenditore molisano. Al centro dell'inchiesta c'è l'appalto per servizio informatico di archiviazione dati al Comune, che il 28 marzo 2017 la commissione di gara (costituita da tre persone estranee all'in chiesta) aggiudicò alla ditta molisana: aveva presentato un ribasso del 3.2% rispetto alle altre due società interessate. Il contratto era annuale; la società molisana informò il Comune con due lettere del 22 febbraio e 13 giugno 2018, che le prestazioni sarebbero continuate alle stesse condizioni contrattuali precedenti per evitare interruzioni di sistemi applicativi e il verificarsi di disservizi al Comune in settori primari. Quando il titolare della ditta molisana fu interrogato dal pm l'accusa contro i 4 indiziati poggia sulle sue dichiarazioni; intercettazioni telefoniche e ambientali; analisi dei tabulati telefonici per dimostrare dove si trovassero in alcuni giorni gli indagati; acquisizione di documenti in municipio - spiegò che erano sorti problemi per la liquidazione delle fatture da parte dell'ente locale, perché le proroghe non erano state preventivamente autorizzate; e aggiunse che avendo un carattere essenziale il servizio prestato dalla sua società, non poteva essere interrotto, tant'è che in casi analoghi con altre amministrazioni comunali, gli era stato contestato il reato di interruzione d pubblico servizio con problemi per farsi pagare le fatture. Ecco perché - aggiunse l'imprenditore di Campobasso - alla scadenza di ogni semestre emetteva le relative fatture e inviava lettere di sollecito al Comune per farsi pagare. La Procura contesta ai 4 indiziati di aver indotto la vittima a pagare complessivamente e in tre tranche 35 mila euro (nella nota stampa diffusa 48 ore fa da Procura e Guardia d Finanza l'ammontare complessivo dei lavori viene quantificato in 351mila euro) per ottenere la liquidazione di tre fatture. I soldi sarebbero stati versati intorno al 27 settembre 2018 (data di emissione della prima fattura); al 19 febbraio 2019 (è il giorno in cui fu emessa la seconda fattura); e 9 settembre, data di emissione della terza fattura.

Foto: INTERCETTAZIONI


Foto: IL BLITZ LA MICROSPIA GDF DI BARI L'INCHIESTA CAPTAZIONI Insieme alle dichiarazioni rese dall'imprenditore molisano rappresentano il principale elemento d'accusa nell'inchiesta sul presunto pagamento di una tangente da 35mila euro al Comune di Foggia .