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01/10/2019

Il pm chiede l’archiviazione per Scarpati

QN - Il Resto del Carlino

di ALESSANDRA CODELUPPI L'AVVOCATO Marco Scarpati potrebbe uscire dall'inchiesta 'Angeli e demoni' sui presunti affidi illeciti di bambini, che lo vede indagato insieme ad altre ventotto persone. Il pm Valentina Salvi, titolare dell'indagine, ha infatti depositato la richiesta di archiviazione per l'avvocato, finito sotto la lente degli investigatori per gli incarichi legali assunti per i minori in carico ai servizi sociali della Val d'Enza. Ora sarà il gip Luca Ramponi a decidere se far uscire definitivamente Scarpati dall'inchiesta. Il legale indagato, che si è affidato all'avvocato Rosanna Beifiori, in questi mesi è sempre rimasto a piede libero. Il gip Ramponi aveva infatti bocciato la richiesta di domiciliari che era stata avanzata in prima istanza dal pm Salvi. Il magistrato aveva però fatto appello contro questa decisione del giudice, ed era ricorsa al Riesame sia per Scarpati sia per altri quattro indagati - per i quali erano stati negati i domiciliari sempre da Ramponi - relativamente a un singolo capo di accusa. Abuso d'ufficio in concorso è l'ipotesi di reato formulata per questa specifica vicenda, che riguarda l'affidamento degli incarichi a Scarpati e che coinvolgeva anche la responsabile dei servizi sociali Val d'Enza Federica Anghinolfi, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, la responsabile dell'ufficio di piano dell'Unione Nadia Campani e l'istruttore dei servizi sociali Barbara Canei. SECONDO il pm, le irregolarità si erano verificate perché le singole determine dei pubblici funzionali e, dopo l'entrata in vigore del Codice degli appalti nell'aprile 2016, la predisposizione di un bando simulato a favore di Scarpati, avevano attribuito a quest'ultimo tutta l'assistenza legale sui minori, violando la legge e con un danno per l'amministrazione, sulla base di un rapporto privilegiato che Scarpati avrebbe avuto con i funzionari pubblici. Secondo il Riesame, però, la gravità giudiziaria è «insussistente». E ha ritenuto che il conferimento di incarichi al legale è «lecito sia prima sia dopo l'entrata in vigore del Codice degli appalti», perché «la procedura di scelta dei legali è esclusa dalla disciplina di quel codice». Il giudice ha anche scritto che la procedura seguita dall'Unione per il bando per la consulenza legale era lecita e che non c'è stato danno per le casse pubbliche, dal momento che Scarpati ha chiesto «parcelle professionali eque e nella media». Ora il pm, sulla scia di quanto deciso dal Riesame, ha avanzato la richiesta di archiviazione per Scarpati, su cui si attende il responso del gip Ramponi. © RIPRODUZIONE RISERVATA