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09/06/2020

Il piano Colao: Stato digitale e lotta alla burocrazia “pigra” Covid, scudo penale alle aziende

La Repubblica - Annalisa Cuzzocrea

Le misure per il rilancio saranno presentate oggi in 120 schede
Il documento della task force punta molto sulla innovazione della Pa: pagamenti anticipati per i lavori pubblici. Risparmio privato per capitalizzare le imprese
Roma. Per ora, sulla scrivania di Giuseppe Conte ci sono sei slide con disegnini bianchi, rossi e verdi. Anzi sette. La prima, è la copertina delle "Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022" proposte dal "Comitato di esperti in maniera economica e sociale" guidato da Vittorio Colao.
Quelli che il premier ha in mano da alcuni giorni sono i titoli di un report più ampio che, al netto di nuove discussioni dentro a una task force così composita, dovrebbe essere presentato entro stasera. «Mi serve entro domenica», ha detto Conte al manager. Che oggi gli consegnerà trenta pagine di sintesi e oltre 100 schede con proposte operative.
Al centro della prima pagina, c'è una bandiera italiana con i grandi temi che le girano intorno: Rivoluzione verde e transizione ecologica; Inclusione e uguaglianza; Digitalizzazione e innovazione. Tutti declinati a seconda dei diversi settori: le imprese come motore dell'economia; le infrastrutture e l'ambiente come volano del rilancio; turismo, arte e cultura; la Pa alleata dei cittadini; istruzione e formazione per tutti; individui e famiglia in una società più inclusiva ed equa. Ma a parte quelli che sembrano brevi cenni sull'universo, ci sono alcune proposte destinate a far discutere. La prima, è già stata anticipata da Conte quando in conferenza stampa a Palazzo Chigi mercoledì scorso - ha parlato delle opere che non vanno avanti perché i dirigenti hanno paura di firmare. Il gigante si chiama "burocrazia difensiva" e Colao e i suoi propongono di cambiarla rivedendo le norme che, oggi, prevedono la responsabilità in solido di un dirigente pubblico che manda avanti un'infrastruttura, ma riceve poi una condanna per danno erariale. Un'altra idea che piacerà alle aziende, ma non ai sindacati, prevede di «escludere il contagio da Covid dalla responsabilità penale del datore di lavoro». Nella parte Imprese si insiste poi sulla liquidazione dei crediti delle aziende nei confronti della Pa e si invita a valutare un anticipo dei tempi di pagamento per i lavori pubblici. Tutto questo per soddisfare il primo obiettivo messo nero su bianco: «Intervenire urgentemente per difendere l'occupazione, garantire liquidità e rafforzare la capitalizzazione delle imprese». Tra gli strumenti, ci sono incentivi al reshoring, cioè a riportare le aziende in Italia, con particolare attenzione a quelle che hanno maggiore tecnologia, attraverso meccanismi di decontribuzione, incentivi agli investimenti o superammortamenti per attività rimpatriate, che si traducono in minor imponibile. C'è poi la questione numero uno: «Ridurre significativamente l'economia sommersa per liberare risorse e garantire concorrenza equa». Le soluzioni non sono nuove: meno contante, pagamenti elettronici, tracciabilità. Nella parte su Infrastrutture e ambiente si parla di identificare «infrastrutture di interesse strategico e creare un presidio di esecuzione che garantisca la rimozione di ostacoli alla loro realizzazione». Si tratta della semplificazione del codice degli appalti e si parla di accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni (la fibra da portare nelle aree grigie e nelle aree bianche, dove il digital divide si fa ancora molto sentire). Poi «infrastrutture energetiche ed idriche» e quelle di «trasporti e logistica». C'è tutta una parte sul turismo con un piano di difesa dei livelli occupazionali e la «valorizzazione del patrimonio artistico e culturale attraendo capitali privati e competenze per migliorare accessibilità e fruibilità». Sulla Pubblica amministrazione, gli elementi interessanti sono due: il primo, è che per digitalizzarla interamente bisogna fare un gigantesco investimento in capitale umano: assumere giovani, ragazzi sotto i 30 anni. E poi un altro nel cloud, che dovrebbe essere una gigantesca infrastruttura pubblica. Si parla molto di scuola, università e ricerca nel report, che pone come obiettivo primario l'aumento del numero dei laureati. Insieme a quello di «superare il disallineamento tra domanda e offerta di competenze e conoscenze». Infine, la questione femminile e delle uguali opportunità, che permeerà in realtà tutto il rapporto. Le misure si conoscono: un piano di asili nido che copra tutto il Paese; la promozione della "gender opportunity" a ogni livello; l'adozione di nuovi modelli di lavoro, che permettano la conciliazione dei tempi di vita.
I temi Dalle imprese ai giovani assunti i punti chiave 1 Semplificazioni Basta con la "burocrazia difensiva" che frena i dirigenti della pubblica amministrazione che temono di essere chiamati a rispondere personalmente delle scelte fatte 2 Il Covid non è reato Il Coronavirus contratto sui luoghi di lavoro non può essere addebitato alle imprese alla stegua di un infortunio sul lavoro, con le eventuali conseguenze penali che ne potrebbero derivare 3 Anticipare i pagamenti Nel prospetto si insiste molto sulla liquidazione dei crediti delle aziende da parte della pubblica amministrazione e si invita a valutare un "anticipo dei tempi di pagamento per i lavori pubblici" 4 Codice appalti Garantire la rimozione di ostacoli alla realizzazione delle opere pubbliche più importanti. Si tratta della semplificazione del codice degli appalti per le infrastrutture considerate strategiche 5 L'Italia digitale Gigantesco piano di assunzioni di giovani per digitalizzare la pubblica amministrazione e investimento sul cloud. Che dovrebbe diventare, dalla scuola alla ricerca, una grande struttura pubblica

Foto: kIl manager Vittorio Colao, 58 anni, ad di Vodafone dal 2008 al 2018: guida la task force per la ricostruzione