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10/10/2018

Il perito: «Lavori alluvione, l’offerta Cse era regolare»

L'Arena di Verona

SAN BONIFACIO. Continua il processo sulla presunta turbativa d'asta
Il consulente della difesa ritiene che la proposta del Consorzio non andava esclusa dalla gara d'appalto
Il progetto del Consorzio stabile europeo non andava escluso dalla gara per la costruzione del bacino del fiume Agno, Guà. La sua proposta rientrava nei requisiti del bando e offriva delle soluzioni più che efficaci per aumentare l'efficienza idraulica dell'opera. Parola del professore Armando Brath, consulente nominato dal legale dell'imputato. La difesa, sostenuta in aula dall'avvocato Francesco Delaini, ha giocato la carta del suo perito per far uscire indenne dal processo Giancarlo Bertelli, 66 anni in corso davanti al giudice Monica Sarti. L'imprenditore è l'ultimo imputato, rimasto nel processo con l'accusa di tentata turbativa d'asta, originata dall'appalto per la realizzazione dell'infrastruttura utile ad evitare nuove alluvioni nell'est veronese. Si parla di una torta decisamente ricca con più di 17 milioni di euro in palio per la gara avviata dal Consorzio di bonifica dell'Alta pianura veneta.A PARERE DELL'ACCUSA, il veronese, ora sotto processo, aveva svolto il ruolo di istigatore. Di cosa? Avrebbe spinto il responsabile del procedimento per l'affidamento dei lavori Luca Pernigotto, 44 anni, a fornirgli «informazioni riservate sull'andamento della gara», riporta il capo d'imputazione. Il tentativo di Bertelli era quello di evitare l'esclusione dalla gara del «Consorzio stabile europeo» di cui faceva parte in qualità di amministratore della «Sitta srl». Il contesto processuale, però, sembra complicarsi. Il 20 ottobre dello scorso anno, infatti, Luca Pernigotto è stato assolto dall'accusa di tentata turbativa d'asta. E proprio lui viene indicato nel capo d'imputazione come referente di Bertelli in quanto il quarantaquatreenne gli forniva «plurimi file attinenti alle varie versioni del bando di gara e dei relativi disciplinari». Tutte presunte irregolarità conclusesi con un nulla di fatto. La ferma opposizione del vicentino Gianfranco Battistello a capo della commissione aggiudicatrice dell'appalto aveva impedito che la Cse rientrasse in partita. Il motivo? La proposta di quel raggruppamento di società non rientrava nei requisiti richiesta dal bando di gara. E qui entra in gioco la perizia del professore Armando Brath, «ingaggiato» dalla difesa, proprio per provare che in realtà, l'offerta del Cse, composta dalla Parolini spa, Facchin calcestruzzi srl ed Egi Zanotto spa poteva ben partecipare alla gara per l'aggiudicazione dei lavori a 17 milioni di euro. E lo fa attraverso una consulenza di 44 pagine in cui boccia la decisione della commissione di gara. «L'offerta tecnica del Rti comporta varianti», riporta la perizia del professore Armando Brath «che migliorano sensibilmente l'efficienza idraulica dell'opera aumentando in modo rilevante i volumi invasabili rispetto al progetto a base di gara e minimizzando i valori delle portate al colmo a valle delle opere». Oltrettutto non mancano anche i vantaggi economici del consorzio in lizza per i lavori «Anche l'offerta della variante proposta da Rti (il Consorzio)» riporta ancora la perizia «prefigura la possibilità di ottenere un notevole risparmio di risorse pubbliche rispetto alla soluzione prevista nel progetto di gara». Tutte considerazioni ora al vaglio del giudice Monica Sarti. Il processo riprende in maggio con le richieste di accusa e difesa. Ieri in aula sono stati sentiti tutti i testimoni oltre che lo stesso perito.

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