MENU
Chiudi
02/03/2019

Il pentito chiede perdono: «Io responsabile di omicidi»

Giornale di Sicilia

Mafia, processo Black Cat
Francesco Lombardo si scusa in aula: «Ho fatto soffrire molte famiglie» Giuseppe Spallino T E R M I N I I M E R E S E «Chiedo perdono per tutte le famiglie che ho fatto soffrire. La mafia è una brutta cosa e grazie al percorso di fede sono riuscito a cambiare vita». È quasi in lacrime Francesco Lombardo quando chiede «scusa per gli omicidi e le estorsioni» che ha commesso nel triangolo della morte, quel teatro di sangue che è stato il territorio compreso tra Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia. Nemmeno nei verbali degli interrogatori resi finora ai pm Bruno Brucoli e Gaspare Spedale ci sono dichiarazioni simili. Lombardo senior ha voluto farlo cogliendo l ' occasione del suo esordio pubblico come collaboratore di giustizia, nell ' udienza, tenuta ieri all ' aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, del processo «Black cat», in corso davanti al Tribunale di Termini Imerese presieduto dal giudice Vittorio Alcamo (a latere Angela Lo Piparo e Gregorio Balsamo). Oltre ai riscontri all ' inchiest a condotta dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Termini Imerese, sono emersi nuovi fatti e coinvolgimenti di personaggi insospettabili quando il pentito ha preso la parola raccontando le sue conoscenze sui mandamenti di Trabia e San Mauro Castelverde. A partire da alcune presunte gare d ' appalto truccate per favorire persone vicine a Cosa nostra. Fatto di cui aveva già parlato il figlio Andrea e che riguarda il bando per l ' a cq u i s t o di alcuni loculi nel cimitero di Trabia. «Un mio amico era interessato a un lotto di terreno all ' interno di quel cimitero. Così contattai Diego Rinella (indicato dagli inquirenti come il " reggente occulto " del mandamento, ndr). Lui si dimostrò disponibile, termine che per il vocabolario di Cosa nostra significa molto, e mi assicurò che all ' interno dell ' Ufficio tecnico del Comune di Trabia ci lavoravano persone di fiducia che ci avrebbero potuto aiutare. Uno era tale Ignazio Arena e l ' altro il genero di Giovanni Giallombardo (presunto capomafia di Montemaggiore Belsito, nd r)», ha detto il pentito. Tuttavia quando gli è stata mostrata la foto di Arena, che quando scoppiò l ' inchiesta venne sospeso dalle sue funzioni di dirigente dell ' Ufficio tecnico, Lombardo ha dichiarato: «No, non ricordo». Infatti, lo avrebbe solo sentito nominare da Rinella. Punto focale della lunga esposizione dell ' ex reggente della famiglia mafiosa di Altavilla sono stati i rapporti con il mandamento di Trabia. Continui summit dai tempi in cui il territorio era retto da Vincenzo Salpietro, dove ci sarebbe stata la costante presenza di Salvatore Gianluca Cancilla, che i boss nelle intercettazioni chiamano con i soprannomi di «macchiarrino» o «u buggiardu». Su di lui il nuovo pentito ha confermato quanto aveva già riferito ai pm in una località protetta: «Nelle riunioni al bar del fratello lui non parlava completamente, però è sempre stato presente sul territorio questo Cancilla». Francesco Lombardo ha parlato anche di Nicasio Salerno detto «lo zoppo» di Caccamo: «Dopo che denunciò il boss Emanuele Cecala del suo tentato omicidio, gli feci avere un «pizzino» da parte di Diego Guzzino (presunto reggente del clan caccamese, ndr) per dirgli di finirla di fare lo sbirro e ritrattare». (*GIUSP *)

Foto: Collaboratore di giustizia. Francesco Lombardo

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore