scarica l'app
MENU
Chiudi
26/05/2020

Il Pd cambia fase: ” Basta essere responsabili “

Il Fatto Quotidiano - WANDA MARRA

All ' attacco Cosa c ' è dietro l ' offensiva di Orlando a Fca e ai Cinque Stelle sulla Lombardia STRATEGIA
Nel mirino Le critiche su Mes e appalti: la De Micheli " non si tocca " Sotto accusa la Azzolina
asta con il Partito della r e sp o n s ab i l i tà " . Il nuovo corso del Pd post-Covid si può riassumere con questa specie di auto-esortazione collettiva che risuona tra le stanze del Nazareno e i palazzi della politica che lentamente si ripopolano. E l ' Alfiere di sfondamento è il vicesegretario, Andrea Orlando. Che giovedì s ' è preso l ' onere e l ' onore di attaccare il vicecapogruppo dei Cinque Stelle alla Camera, Ricciardi, autore di un intervento durissimo nei confronti della sanità lombarda, dopo l ' i n f o r m ativa del premier Conte: " R isultato dell ' intervento incendiario del collega del M5S alla Camera: peggiorare il clima in vista della conversione di decreti fondamentali per il Paese, ricompattare le opposizioni e rafforzare le opposizioni più estreme della destra. Ne valeva la pena? " . Un ' u sci ta abbastanza inedita contro i colleghi di maggioranza, da parte dei Dem. Ma i sospetti si alimentano un po ' ogni giorno: " Non potete avvelenare il clima in questo modo. Volete buttare giù il governo? Bene, noi comunque cadiamo in piedi se si va a votare " , è il messaggio subliminale. Perché, è il r ag i o na m e nt o che si fa al Nazareno, alle urne chi rischia di spappolarsi sono i 5S. Il Pd uno zoccolo duro, intorno al 20%, ce l ' ha: non è entusiasmante, ma considerato il logorio di gruppo sfibrato da anni di battaglie interne, non è poco. Raccontano che in realtà dietro l ' altolà di Orlando ci fosse pure una certa insofferenza nei confronti della dichiarazione improvvisa di Luigi Di Maio sul " sup eramento " del Codice appalti di mercoledì con incorporata adesione al modello del nuovo ponte di Genova. Una posizione che tocca un nervo scoperto nella maggioranza: tra Pd e 5S le posizioni divergono sia su come sbloccare i cantieri delle grandi opere, sia su come e con quali tempi modificare il codice appalti. TANTO che la conseguenza più ovvia potrebbe essere l ' accentra mento di queste riforme a Palazzo Chigi. E il Pd ne soffre. Insomma, i Dem rischiano di trovarsi inchiodati nel loro ruolo più classico: quello del partito-sistema, che per mantenerlo, il sistema, dona sangue e alla fine si ritrova politicamente esangue. E allora, eccolo il cambio di strategia. La linea: " Noi abbiamo salvato Bonafede, anche se non ci piace. Ma questo non vuol dire che possiamo continuare a ingoiare tutto, mentre loro dicono la qualsiasi " . Anche la battaglia di Orlando contro il prestito a garanzia statale a Fca deriva da questa strategia di riposizionamento. Viene considerato un passaggio identitario. Orlando è il più adatto a giocare questo ruolo. Nicola Zingaretti all ' inizio l ' ha subìto, ora invece l ' ha investito. Mentre Renzi appare definitivamente depotenziato, la dinamica dentro la maggioranza si avvia a essere questa: la minaccia del voto da parte del Pd contro uscite definite eccessive dagli avversari. Una prova è in corso in questi giorni sulla scuola. Il casus belli è il concorso per docenti. Il ministro Azzolina lo vorrebbe normale con il quiz a crocette e i vari s te p da superare. Il Pd e Leu, vista la situazione, propone un concorso per titoli. Insomma un canale più diretto per le assunzioni. MA DIETRO c ' è anche una questione politica. Paola De Micheli (Mit), e fedelissima di Zingaretti, causa la vicenda sblocca cantieri e codice appalti, è oggetto di appetiti e malumori. Ecco dunque l ' al zata di scudi al Nazareno: " Se si tocca la De Micheli, salta pure qualcun altro " . Il riferirimento è proprio alla Azzolina. Quanto questa strategia regga, si vedrà. Perché si avvicina lo scontro finale: mentre il Pd in blocco vuole che l ' Italia acceda al Mes, M5S continua a fare le barricate. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Il segretario e il vice Nicola Zingaretti e Andrea Orlando La Presse